Il Medio Oriente Unito dei Karkhana

Siete pronti per un viaggio free kraut psych con un supergruppo turco-libanese-egiziano? Abbiamo il loro album "For Seun Matta" in streaming.

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ago 3 2017, 8:29am

Fotografia di Matt Bordin.

Holidays Records è un'etichetta tanto formidabile quanto poco avvezza alla comunicazione: si è creata la sua nicchia, i suoi dischi sono stampati solo in vinile e in qualche centinaio di copie, vengono distribuiti in tutto il mondo e vanno puntualmente sold out tra gli appassionati e i cultori di certe musiche—l'etichetta è partita dal punk per arrivare a ristampe e inediti incredibili che toccano i mondi delle avanguardie, dell'elettroacustica, del free jazz orientale, passando anche per la poesia sonora. Per questo e per il suo approccio assolutamente amatoriale, nel senso migliore del termine—quello di una cosa fatta di cuore e che non vuole diventare una professione o seguire logiche mercantili—la label milanese si può permettere di non stare a correre troppo dietro alle solite dinamiche della promozione.

Per quanto ci riguarda, il buon Demented Burrocacao è stato uno dei pochi che sia riuscito a far parlare Stefano e a farlo uscire dal suo eremitaggio mediatico, ma una cosa che ancora non era mai capitata era che un disco Holidays venisse messo in streaming su Noisey nella sua interezza. Fino a oggi, giorno in cui siamo fieri di presentarvi questa premiere integrale esclusiva.

Il disco in questione è "For Seun Matta", il primo album in studio dei Karkhana, supergruppo di musicisti di Beirut, Il Cairo e Istanbul, attivo dal 2014 e alle prese con quella che si può definire Free Middle Eastern Music. La band vede la partecipazione di Umut Çağlar dei Konstrukt (fantastico gruppo free jazz turco di cui Holidays è ormai l'etichetta di fiducia) ai fiati e alle percussioni, di Sharif Sehnaoui alla chitarra elettrica, di Sam Shalabi dei Dwarfs of East Agouza anche lui alla chitarra e all'oud, di Maurice Louca (anche lui nei Dwarfs of East Agouza, dei quali manca solo Alan Bishop) all'organo e ai synth, Mazen Kerbaj alla tromba, Tony Elieh al basso e Michael Zerang alla batteria.

Il risultato è un disco che non solo fa incontrare free jazz e kraut rock, ma ma addirittura li avvicina a certe architetture post-rock di scuola Constellation. Registrato dal solito, fenomenale, Matt Bordin (della Squadra Omega) in quel del suo Outside Inside Studio di Montebelluna, il lavoro è stato poi masterizzato a Chicago da Carl Saff, sempre in grado di dare quel qualcosa in più al suono delle opere su cui mette mano. Possiamo dire con tutta sicurezza che se siete amanti di certe musiche (sì, insomma, della bella musica) questo è indubbiamente uno dei dischi dell'anno: un viaggio potentissimo in mezzo a sonorità davvero libere e intrise di una psichedelia senza alcuna traccia di maniera.

E ve lo ascoltate solo da noi. Anche se il consiglio vero è, ovviamente, quello di fare una cosa buona e giusta e andarvelo a comprare qui.

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