Che cos'è la musica in 8D?

Un sacco di gente sta impazzendo per la musica "in 8D", soprattutto nella comunità rap italiana, ma forse dovremmo tutti darci una calmata.

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set 3 2018, 11:17am

Durante il mese di agosto 2018 nel gruppo Facebook di Chiamarsi MC, una delle community rap più grandi e influenti d'Italia, hanno cominciato a comparire post in cui si parlava di "canzoni in 8D", sotto a cui comparivano in egual misura post confusi e sinceramente esaltati. Dato che una ricerca su Google del termine non porta grandi risultati, ho pensato di analizzare la questione e capire bene che cos'è la musica in 8D e, soprattutto, perché così tante persone ci stanno uscendo pazze. Spoiler: non è niente di scientifico e vi state tutti auto-convincendo di qualcosa che non c'è.

Prima di cominciare a leggere, vi consiglio di ascoltare una canzone in 8D così da farvi un'idea di quello di cui stiamo parlando. Qua sotto trovate una versione in 8D di un grande successo di questo 2018, "Lucid Dreams" di Juice WRLD. C'è una condizione: dovete ascoltarla con un paio cuffie, preferibilmente se di buona qualità. D'altro canto è il video stesso a consigliarvelo.

Sotto al video i commenti danno un'idea delle reazioni medie ai pezzi in 8D: "Fratello, è come se la musica mi avesse attraversato la testa"; "Anche a voi sembra di avere la stanza piena di casse?"; "Il suono sembra venire da uno stanzone vuoto"; "Questo pezzo mi sta letteralmente girando attorno alla testa". Nel momento in cui scrivo il canale che lo ha caricato, 8D TUNES, ha un milione e mezzo di iscritti.

In teoria, secondo questi commenti, ascoltare musica in 8D sarebbe ricreare nella propria testa l'esperienza di un impianto audio composto da più casse posizionate in punti diversi della stanza. La mia personale impressione, maturata ascoltando video come quello qua sopra con cuffie di buona qualità, è che si tratti solo di brani in cui il suono viene "pannato" da destra a sinistra, creando una sensazione di cerchio ("Pannare", dall'inglese "to pan", significa distribuire il suono all'interno del campo stereo; semplificando, si tratta di decidere da dove far provenire all'orecchio i suoni che sentiamo quando ascoltiamo una canzone).

Come spiega un utente di Quora, il termine "8D" non ha in realtà alcun senso. Innanzitutto il fatto che viviamo in un mondo tridimensionale rende piuttosto difficile concepire una dimensione in più. Ci sono diverse tecniche sviluppate negli anni per riprodurre in cuffia l'esperienza uditiva dell'orecchio umano: una delle più celebri è Ambisonics, sviluppata a partire dagli anni Settanta e oggi applicata principalmente alle esperienze in Realtà Virtuale.

Mentre tradizionalmente, per tecniche come il Dolby Surround, il suono viene suddiviso in diversi segnali - da questa cassa esce questo, da quest'altra esce quest'altro - la tecnica Ambisonics permette all'ingegnere del suono di lavorare su una sorta di "campo sonoro" o "sfera sonora" che viene poi suddivisa nel setup dell'ascoltatore. È un'altro approccio alla cosiddetta "registrazione binaurale", cioè quella pensata per farvi sentire al centro di una cosa che sta succedendo, come in questo audio in cui vi trovate dal barbiere. Il che è tutto molto bello, ma a meno che ascoltiate la musica con un Oculus Rift probabilmente non è roba che vi interessa davvero.

A chi si è lasciato ammaliare dal termine "8D" tutto questo non sembra importare. Diversi iscritti a Chiamarsi MC hanno cominciato a caricare su YouTube versioni in 8D di pezzi rap italiani, ottenendo reazioni entusiaste nei commenti. Qua sopra potete ascoltare una di quelle che sembrano andare (relativamente, data la dimensione del fenomeno) per la maggiore: "Il ritorno delle stelle" di Dargen D'Amico con Tedua, Rkomi e IZI. Sinceramente, sembra solo una versione cavernosa dell'originale, ricoperta di riverbero.

In alcuni casi i pezzi sono decisamente amatoriali, come in questa versione di "OGNT" di Sfera Ebbasta in cui il suono passa semplicemente da destra a sinistra, creando un senso di disorientamento nell'ascoltatore. Nonostante diverse persone facciano notare la cosa, c'è comunque chi commenta entusiasta: "è rilassante, soprattutto se ti sdrai sul letto e chiudi gli occhi"; "sembra di non avere su le cuffie e di trovarsi ad esempio in un concerto".

Sembra di trovarsi di nuovo di fronte a una grande operazione di auto-convincimento collettivo simile a quella delle cosiddette "droghe sonore" che, acquistate alla modica cifra di 17 dollari a traccia o ascoltate su YouTube in qualità discutibile, avrebbero avuto diversi effetti sulla psiche dell'ascoltatore. Il fenomeno si collocava (e colloca) nel vasto, caotico e ascientifico mondo dell'ASMR, cioè quell'insieme di pratiche simil-sinestetiche pensate per stimolare il cervello dell'ascoltatore.

Citando le parole sul tema di Tom Stafford, un professore di psicologia e scienze cognitive dell'università di Sheffield, l'ASMR "può anche essere una cosa realmente esistente, ma è [al momento] intrinsecamente difficile da ricercare... è una cosa che non puoi vedere, o provare, e non succede a tutti". Probabilmente lo stesso vale per tecniche di ascolto immersivo come l'8D, già complesse da praticare e sperimentare per ingegneri del suono, impossibili da apprendere in poco tempo usando una copia craccata di Ableton.

Morale: la musica in 8D è una grande illusione collettiva e usare degli effetti su delle tracce già registrare in stereo non è "il futuro" o "una rivoluzione". È solo un passatempo a cui potete tranquillamente prendere parte. Altrimenti potete acquistare dei costosissimi setup, trovare le tracce separate dei pezzi da cui vi volete sentire circondati, passarle a un ingegnere del suono e pagarlo perché ve le renda effettivamente qualcosa di simile a un pezzo che vi arriva addosso da tutte le direzioni.

Elia è su Instagram.

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