Recensione: Tenacious D - Post-Apocalypto

È più facile accettare il fatto che ormai l'umanità è un gregge di pecore idiote che non il fatto che i Tenacious D abbiano un pubblico.

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07 novembre 2018, 9:55am

“What have we done to Mother Earth?” è la prima cosa che si chiede Jack Black appena uscito dal frigorifero azzurro che lo ha salvato dall’olocausto nucleare, prima di incontrare un cane bicefalo, un clan di amazzoni punk che vuole farsi inseminare e poi sgozzarlo e tutta una serie di altre trovate da circo che puzzano di muffa da un continente di distanza.

E quindi forse è il caso che qualcuno lo chieda a Jack Black: cosa hai fatto alla madre Terra? Com’è che da simpatico buontempone sotto la guida di Richard Linklater ti sei ritrovato a interpretare una ragazzina nel remake di Jumanji e a portare avanti questo scempio parodistico dei Tenacious D per quasi un quarto di secolo? Va bene l’amore per la musica, sei diventato famoso grazie ad Alta Fedeltà, ma perché cerchi di ostentare brillantezza in una comicità che di brillante ormai ha solo la luce del monitor su cui viene trasmessa?

Post-Apocalypto è per fortuna solo il quarto album in studio del duo che JB forma con Kyle Glass, e non si sa come riesce a vedere dietro le pelli anche questa volta Dave Grohl, che ormai è lanciato a velocità folle in una serie di decisioni di vita sbagliate. Per l’occasione, i lavori hanno preso una piega piuttosto inconsueta, perché i Tenacious D volevano fare una webserie: che va benissimo, proviamo la cross-medialità, sfruttiamo le potenzialità dell’internet e tutto il resto. Jack Black però ha voluto strafare e tutta la serie, pubblicata tutti i venerdì fino all’uscita dell’album per un totale di sei capitoli, è in stop-motion e ogni fotogramma è stato da lui disegnato. Con uno stile appena appena scarabocchiato e buttato là, che forse vorrebbe ricordare un Beavis & Butthead se fosse disegnato da un bambino di cinque anni ma, hey!, tanto quello che importa è la comicità brillante, no? Quindi anziché fare davvero una webserie JB e Kyle Glass usano gli scarabocchi, ma li riempiono di violenza e punk ninfomani che succhiano cazzi disegnati male. E poi ovviamente a una certa spunta l’ombra di Trump. Wow, che roba incredibile, il progressismo americano è davvero visionario. Così sottile, così sagace, così puntuale.

Tralasciando questi spunti che sembrano usciti da una versione sfigata e wannabe di Y: The Last Man di Brian Vaughan, mi sarebbe addirittura rimasto un po’ di spazio per la musica. Peccato che in Post-Apocalypto non ce ne sia alcuna. Giusto qualche strimpellata acustica tra un sacco di dialoghi e dialoghi e dialoghi. E allora perché? Perché dover fare un disco di ‘sta roba qua, quando sì e no c’è qualche jingle da un minuto? Perché non un podcast, o magari una vera webserie? Invece no, un disco, che pare più un audiolibro, che è triste, stantio nel suo tentativo di far ridere con qualcosa per cui solo un americano medio potrebbe ridere. Però se guardi i disegni ci sono delle vagine e dei mostri colorati e dei peni intergalattici che eiaculano in faccia a dei pianeti.

È in casi come Post-Apocalypto che penso che forse ha ragione Matt Pike, forse siamo davvero tutti controllati dai Rettiliani, programmati per non capire una minchia di niente e vivere le nostre vite bovinamente, pascolando senza preoccupazioni. È più facile accettare questo che non il fatto che i Tenacious D abbiano un pubblico.

Post-Apocalypto è uscito venerdì 2 novembre per Sony.

Ascolta Post-Apocalypto su Spotify:

Tracklist:

1. POST-APOCALYPTO THEME
2. desolation
3. HOPE
4. cave women
5. MAKING LOVE
6. scientists
7. TAKE US INTO SPACE
8. i've got to go
9. FUCK YO-YO MA
10. reunion / not so fast
11. DADDY DING DONG
12. chainsaw bazooka machine gun
13. ROBOT
14. marCH
15. turd whistle
16. COLORS
17. who's your daddy?
18. JB JR RAP
19. WOMAN TIME
20. SAVE THE WORLD
21. POST-APOCALYPTO THEME (REPRISE)

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