Gli Uranium Club sono tornati con un'altra scheggia impazzita di Midwestern post-punk

Minimalisti, nervosi, a metà tra un manifesto marxista e un manuale per impiegati del settore chimico.

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20 settembre 2016, 11:23am

The Minneapolis Uranium Club Band, a volte abbreviato in Uranium Club, sono una band di, be', Minneapolis in grado di confezionare canzoni perfette piene di start-and-stop con riff irresistibili in perfetto stile tra new wave anni Ottanta e punk inglese anni Settanta.  

Suonano come se i Wire avessero subito pesanti iniezioni di ironia Midwestern. Il loro album del 2015 a tratti ricordava Dow Jones and the Industrials​ mescolati con i DEVO o i Big Boys. Ma soprattutto, mi ha ricordato il fatto che la musica migliore viene sempre dai peggiori geek degli stati centrali degli USA. 

Il quartetto torna sulle scene il mese prossimo con un singolo sulla label inglese Static Shock, giusto in tempo per il tour europeo.

Mentre le band più pompate del momento come Lumpy and the Dumpers e Coneheads distribuiscono schiaffoni da un minuto di punk rock sguaiato e frenetico, gli Uranium Club hanno un approccio più minimalista e nervoso. In questa nuova traccia dalla durata di cinque minuti, la voce entra nel mix dopo un minuto, e quando arriva è per ringhiare accuse come "You sold the junk, you killed the hunk, you paid the wage, you bought the cage, you tailored the suit but I make the loot". Metà manifesto marxista, metà manuale per impiegati della Sunbelt Chemical Corporation.

'Who Made The Man?' esce in 7" il 9 ottobre per Static Shock.

Foto: You Tube