Gli Ultimate Painting distillano pop in casa

L'ultimo album del duo inglese, "Dusk", uscirà il 30 settembre per Trouble In Mind. Ascoltalo qui e leggi la nostra intervista.

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29 settembre 2016, 8:59am

C'è una tendenza a descrivere la musica creata dagli Ultimate Painting come "bucolica". Per quanto il guitar pop cristallino di Jack Cooper e James Hoare sposi il minimalismo dei Velvet Underground con le melodie dei Chills e il paisley pop sognante dei Kinks, evoca anche una vita rustica e rurale. Il jangle delle chitarre ha un calore leggero e scintillante come quello di un tramonto o di un'alba su un paesaggio di campagna.

Cooper, che è cresciuto nei dintorni di Blackpool sulla costa nord del Regno unito, e Hoare, nato a Devon, hanno registrato il loro terzo album dal titolo quantomai appropriato ​Dusk​ (che potete ascoltare per intero qua sotto) nell'appartamento di Hoare a North London. Per quanto sia vicino a Clissold Park, non si tratta esattamente di una zona associata a pastori e animali da cortile. 

"Immagino che quando la gente usa questo termine [bucolico] intenda un ritiro nella natura, una sensazione autunnale forse. Non saprei", dice Hoare.

"Non penso che suoniamo come una band di città, comunque", aggiunge Cooper. "Non siamo gli Strokes. Bucolico ha senso per me".

I due si sono conosciuti in tour con i loro rispettivi gruppi Mazes e Veronica Falls, e si sono resi conto che condividevano un amore e un orecchio per il pop e per l'arte e il cinema. Nel corso di due album—il debutto omonimo del 2014 e Green Lanes, uscito nel 2015—hanno creato un art-pop leggero e riflessivo che basato su un uso economico di musica e testi.

Dusk presenta meno chitarre e più del piano Wurlitzer recentemente acquisito, ma il songwriting e la sinergia musicale tipiche del gruppo rimangono.  

Abbiamo contattato Jack e James per parlare del nuovo album.

Noisey: Il terzo album. Screamadelica, After the GoldrushOK Computer, Born to Run. Avete un terzo album preferito? 
Jack Cooper: Ultimamente ho ascoltato molto Sunshine Superman ​​di Donovan. Una mattina di qualche settimana fa ho sentito i Jefferson Airplane suonare una cover di "The Fat Angel" su WFMU e sono andato a riascoltarmi Donovan. È interessante perché è davvero uno dei primi album psichedelici, ma per colpa di alcune stronzate contrattuali, si è ritrovato nelle retrovie. 

C'è qualcosa di piuttosto tragico in Donovan per certi versi. Non si è mai ripreso dalla brutta figura che fece nel film su Dylan ​Don't Look Back​, ma fu davvero molto influente nel modo in cui riusciva a incorporare jazz e influenze orientali. Oggigiorno attorno a lui c'è una certa aura di sdolcinatezza e lui sembra voler riscrivere la storia in un certo senso, ma io penso che sia un grande. Specialmente in ​Sunshine Superman​. ​​

James Hoare: Non ci ho mai davvero pensato, ma se fossi costretto probabilmente sceglierei il terzo album dei Velvet Underground, l'omonimo. È forse il disco più leggero (dal punto di vista sonoro) che abbiano pubblicato. C'è un motivo per cui veniamo spesso paragonati a quell'album in particolare. Sono sempre stato influenzato dalle loro chitarre e in quell'album raggiunge la perfezione, è semplificato nella sua forma più basilare. Non sarebbero stati in grado di fare un disco così se John Cale fosse rimasto nella band, si inventarono storie di pedali fuzz rubati per spiegare il cambiamento di suono, ma in verità Lou Reed voleva semplicemente fare un disco di quel tipo in quel momento. 

Il vostro approccio a questo album è stato diverso rispetto ai primi due? 
Jack: Penso che entrambi abbiamo visto ​Green Lanes​ come un'estensione del primo. Non è stato un grosso passo in avanti dal punto di vista stilistico e di conseguenza siamo rimasti entrambi un po' delusi dal risultato finale. Non è che non ci piaccia, ma siamo entrambi dell'opinione che se i nostri dischi non migliorano progressivamente, tanto vale smettere... o perlomeno pensarci su ​[ride]. ​Forse è un discorso un po' idealistico, ma ci siamo avvicinati a questo disco in modo sicuramente diverso. C'erano molte canzoni che semplicemente non rispecchiavano le nostre idee. È molto difficile definire quell'idea, ma James e io la capiamo istintivamente.

James: Sì, l'idea era di fare un LP molto minimale, con poche chitarre e più piano elettrico. Un paio di volte le cose ci sono sfuggite di mano e abbiamo dovuto riprendere le redini, ma in generale penso che abbiamo onorato il concetto originario.

Mi ha fatto molto ridere il vostro tweet su quanto vi irriti che Stoke Newington venga abbreviato in Stokey. Abitate ancora a Green Lanes? 
Jack: Quello all'inizio era il mio Twitter personale ma poi ho iniziato a usarlo per le cose della band, ma a volte mi scappa ancora di togliermi un sassolino ogni tanto. Ma, sì... A dir la verità trovo difficile anche solo digitare la parola Stokey. Quando Thurston Moore si è trasferito in zona, ha menzionato "Stokey" in un'intervista e mi è venuta voglia di andare a casa e buttare via tutti i miei dischi dei Sonic Youth. Comunque io abito a Stamford Hill e James è dall'altra parte di Clissold Park. Stoke Newington è in mezzo a noi. 

Direste che gli Ultimate Painting abbiano ormai eclissato i traguardi raggiunti da Mazes e Veronica Falls?
J
ack: Se applichiamo un metodo matematico, allora sono sicuro di sì, in ogni aspetto. Ma non so... È solo diverso. I Mazes sono stati un lavoraccio... niente veniva facile, quindi questa band in confronto è una passeggiata. Detto questo, penso che il nostro secondo album fosse fantastico. Su quello eravamo soltanto io e Conan, che suonava il basso. Completarlo ci ha dato molta soddisfazione. Quindi, insomma, è semplicemente diverso. Certo, a volte quando suoniamo a Spokane o a Boise, mi viene in mente... Chiedo a James se c'era più gente quando ci è stato con i Veronica Falls, e di solito risponde di sì. Penso sia solo una tattica per farmi impegnare di più, però.

James: Probabilmente è meglio non pensare in questi termini. Per quanto riguarda i Veronica Falls, non direi che sia del tutto vero. Se fai buona musica e alla gente interessa, è quello che conta. Ovviamente tutti vogliono raggiungere un certo tipo di successo e non è particolarmente costruttivo paragonare una cosa all'altra, pur rispettando la diversità delle situazioni. Può creare dei problemi nella testa delle persone.

Il mio pezzo preferito è "I Can't Run Anymore", e, forse vi suonerà strano, ma alle mie orecchie suona un po' come un pezzo degli Oasis. Che cosa pensate del songwriting di Gallagher in generale? 
Jack: Ne stavamo parlando non molto tempo fa e alla fine, in un modo o nell'altro, siamo entrambi loro fan. Mi piaceva tantissimo Definitely Maybe e ricordo che quando uscì Morning Glory rimasi seriamente deluso. Mi ricordo che telefonai al mio amico Paul la sera stessa dell'uscita per parlare di quanto ci avesse fatto schifo. Poi andai comunque a vederli la sera dopo, comunque. ​Definitely Maybe​ è grandioso. Quando Liam Gallagher è ricomparso recentemente, abbiamo parlato tra di noi di quanto sarebbe stato figo scrivere e registrare con lui... e poi abbiamo scoperto che ha firmato un contratto da un sacco di soldi e lavorerà con dei pezzi grossi. Penso sarebbe interessante per lui fare un disco con gente come noi. Per cui... se qualcuno vuole girargli questo suggerimento...​

James: Non mi suona strano. Ho scritto quella canzone con un'altra influenza in mente, ma mi capita spesso di sentire dei punti di contatto tra la mia scrittura e la loro. A essere sincero non mi sorprende per nulla, se sei influenzato/prendi in prestito dalle stesse fonti, succede per forza.

Sì, tutti tracciano paragoni tra le band, ma voi siete bombardati da tutte le parti! È un fatto di cui vi siete stancati o siete rassegnati all'idea che per lo stile di musica che fate è inevitabile? 
Jack: Noi facciamo riferimento a persone o a suoni del passato, ma è impossibile non farlo. A meno che tu non abbia una macchina del tempo, è impossibile venire influenzati dal futuro. Quel tipo di giornalismo musicale o critica è roba da so-tutto-io. "Ok ma suonano come questo e quello"—davvero, ma chi se ne frega. È un'attitudine molto da macho. Mi sento a mio agio a far parte di una lunga tradizione di band che a un certo punto sono state accusate di non fare altro che plagiare i Velvet Underground... Modern Lovers, Feelies, Galaxie 500, Yo La Tengo.

James: Non mi dà fastidio. Quando qualcuno azzecca i nostri punti di riferimento di solito è una bella cosa.

Ne aggiungerò uno: Sloan. Conoscete questa band canadese?
Jack: Io no. Ci darò un'ascoltata. Ho appena ascoltato gli American Analog Set dopo che qualcuno ci ha paragonati a loro. Magari finisce che mi faccio una cultura. 

James: Io sì. Una mia vecchia band veniva paragonata spesso a loro. Sono un'istituzione in Canada. Alcuni dei loro dischi sono veramente belli. 

Trouble In Mind sembra l'etichetta perfetta per voi. Qual è l'aspetto che vi piace di più di Bill e Lisa?
Jack: Be', sono semplicemente i migliori. Non saprei cos'altro aggiungere. Sono due delle persone più gentili che abbia mai incontrato e sono davvero bravissimi a fare quello che fanno. Sono davvero appassionati. Dopo casa mia, la cucina di Bill e Lisa è il miglior posto del mondo.

Dusk uscirà il 30 settembre per Trouble In Mind.

Foto: John Sturdy

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