A cosa serve DAVVERO a un artista italiano suonare in America?

La risposta ce la danno gli italiani che hanno appena suonato al festival per emergenti più importante del mondo, SXSW in Texas.

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26 marzo 2019, 12:24pm

Tutte le fotografie sono di Chiara Gallerani e Nur Al Habash

Suonare stabilmente all'estero è un po' il sogno di qualsiasi musicista che prende in mano uno strumento o un microfono. Spesso, però, quello resta: un po' perché in Italia non sappiamo bene l'inglese, un po' ascoltiamo poca musica che esce dai confini rassicuranti della lingua italiana o delle megahit, un po' perché ci fissiamo sull'idea che cantare in inglese basti a renderci "internazionali", un po' perché non c'è una struttura che aiuti gli artisti a farlo.

Anzi, no. Non c'era, e adesso c'è. L'ha fatto la SIAE, si chiama Italia Music Export e aiuta voi che volete uscire dai nostri confini a riuscirci nel modo migliore possibile. Uno dei modi in cui lo fa è portare con sé artisti a festival per addetti ai lavori che, riuniti da tutto il mondo, si mettono ad ascoltare e scoprire artisti emergenti. Il più importante degli Stati Uniti, e forse del mondo, si chiama South By Southwest (o SXSW) e si tiene ogni anno ad Austin, in Texas.

Ci siamo fatti raccontare dalle ragazze che lavorano a Italia Music Export, Nur e Chiara, com'è stata l'esperienza di quest'anno e, soprattutto, qual è il senso di un'operazione simile. In altre parole: a cosa serve DAVVERO a un artista italiano suonare in America? Le loro parole sono qua sotto, inframmezzate alle fotografie del viaggio che hanno fatto insieme ai musicisti selezionati per l'edizione 2019 del festival.

In fondo ci sono anche le parole di alcuni di questi artisti, che ragionano sul valore di quest'esperienza per la loro carriera: i Rev Rev Rev e gli YOY da Modena, i Baseball Gregg da Bologna. Tra gli altri artisti che si sono esibiti ci sono Birthh, Giungla, i Be Forest, Her Skin, gli Husky Loops e Damien McFly.

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I Be Forest al Rooftop Party supportato da SIAE Italia Music Export
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Giungla al Rooftop Party supportato da SIAE Italia Music Export

Nur e Chiara, SIAE-Italia Music Export

"L'idea che si ha in Italia del SXSW è piuttosto distorta: visto da qui è una sorta di Eldorado a cui molti musicisti aspirano ma di solito i risultati non vanno molto oltre il bere margaritas, mangiare tex-mex, "fare un'esperienza" e portare a casa un paio di foto buone per Instagram. L'impressione che si ha dal nostro paese dei musicisti che vanno a suonare lì è quella di gente che "ce l'ha fatta all'estero" (spoiler: non è così) e per questo spesso la cosa gli porta della buona pubblicità che possono usare come leva per chiudere magari un tour estivo. Insomma, da questa prospettiva, importa poco poi se al concerto di Austin c'erano effettivamente 11 persone, compresi i fonici e i baristi.

Il nostro ufficio lavora invece per far sì che dalla partecipazione al SXSW (e da tutti gli altri showcase festival ai quali partecipiamo, dall'Eurosonic al Reeperbahn al The Great Escape) gli artisti possano costruire qualcosa di concreto per la propria carriera fuori dall'Italia. Nello specifico, li aiutiamo ad orientarsi prima della partenza (il SXSW è un evento enorme e complesso, di solito non basta una settimana lì per capire come muoversi), a capire che visto richiedere, come contattare e incontrare gli addetti ai lavori americani, a individuare degli obiettivi e ovviamente a raggiungerli."

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Birthh al Boat Party supportato da SIAE Italia Music Export
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Birthh e Her Skin al Boat Party supportato da SIAE Italia Music Export

"Diamo supporto alla promozione, creiamo/agevoliamo altre opportunità per farli esibire più volte durante la settimana (se si suona un solo show al SXSW, è come non aver suonato), invitiamo professionisti "chiave" agli showcase (un esempio: per il secondo anno di fila gli editor di NPR e di Tiny Desk sono venuti agli show degli artisti italiani e li hanno passati in radio) e in ultimo supportiamo economicamente per quanto possibile, cercando innanzitutto di togliere dalle spalle dei musicisti e dei professionisti che li accompagnano la maggior parte delle spese di viaggio.

Al SXSW, come in tutti gli showcase festival, c'è una fitta programmazione di conferenze, mentoring sessions, tavole rotonde, speed meeting, che si svolgono nell'Austin Conference Centre. Sono tante occasioni per imparare, stare sul pezzo con lo stato del music business internazionale e conoscere professionisti da tutto il mondo. La sera invece, dalle 19.00 in poi, iniziano gli showcase ufficiali in vari club della città, anche se la maggior parte sono poi concentrati nello stesso quartiere."

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Husky Loops al Rooftop Party supportato da SIAE Italia Music Export
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I pedali degli Husky Loops

"Quel che succede, però, è che di fatto si continua con i concerti (ovvero con gli showcase non-ufficiali) anche durante il giorno. Spesso alcuni degli appuntamenti più rilevanti per il pubblico e per gli addetti ai lavori come i party di BrooklynVegan, di Stereogum, di Pitchfork, di Vevo, o di etichette, radio e agenzie di booking si svolgono proprio a margine della programmazione ufficiale.

L'offerta, insomma, è infinita. Ci sono un migliaio di artisti in cartellone, il rischio di perdersi (metaforicamente e non) è reale. Se ci aggiungiamo che le distanze sono enormi, sia per partecipare ai concerti che alla programmazione di talk e attività pro, si capisce bene come non sia molto semplice navigare questo festival sia da addetti ai lavori che da semplici spettatori, nonostante quest'anno tutti girassero con i monopattini elettrici in sharing (Austin è stata infatti recentemente invasa da svariate compagnie che hanno seminato monopattini ad ogni angolo)."

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Enzo di WWNBB con i Baseball Gregg
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Nicola dei Be Forest

"Come da molti anni a questa parte, lo showcase ufficiale italiano è stato organizzato da FIMI e Puglia Sounds con il supporto dell'Italian Trade Agency (le tre istituzioni hanno anche uno stand all'interno del Conference Centre, dove ospitano anche live unplugged di alcuni artisti italiani). A questo se n'è aggiunto un altro, anch'esso ormai un appuntamento fisso, della label italiana WWNBB che ogni anno porta un gruppo di propri artisti ad esibirsi ad Austin, e che quest'anno festeggiava il suo decimo anniversario.

Oltre a questi showcase ce ne sono stati altri due non ufficiali ai quali abbiamo avuto il piacere di collaborare. Un rooftop party, cioè un concerto sulla terrazza di un grattacielo, evento riservato a pochi e selezionati addetti ai lavori venuti per ascoltare gli artisti italiani, e un boat party, festa di WWNBB che consiste in una mini crociera di due ore sul fiume Colorado in compagnia di musica live, pizza e birrette."

Danio degli Husky Loops, Luca e Sam dei Baseball Gregg
Danio degli Husky Loops, Luca e Sam dei Baseball Gregg
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I Rev Rev Rev

Rev Rev Rev

"Era la nostra prima volta al SXSW e Austin ci ha conquistato subito; è tutto vero ciò che si dice, è decisamente weird e c'è un motivo se è ritenuta da molti la capitale della musica. L'atmosfera è incredibile, musica ovunque e tutti sono super amichevoli. SXSW è davvero una bella opportunità per farsi conoscere; tanto per fare un esempio, ad uno dei nostri show c'erano un paio di DJ di NPR, un grande network radiofonico statunitense, e ci siamo ritrovati nella loro selezione dei migliori momenti del festival e in rotation su decine di radio.

Ci è piaciuta molto anche la passione “artigianale” con cui sono organizzate le situazioni più piccole, comunque caratterizzate da un grande rispetto e amore per la musica."

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I Baseball Gregg al Boat Party supportato da SIAE Italia Music Export
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I Baseball Gregg al Velveeta Room per lo showcase di WWNBB

Baseball Gregg

"Siamo arrivati ad Austin nella tarda mattinata di lunedì, abbastanza distrutti dalla prima settimana di tour e dalle nove ore di guida notturna da El Paso, dove avevamo suonato la sera prima. Dopo il check-in al festival, ci siamo diretti di corsa verso l’enorme centro congressi per il nostro primo concerto del SXSW, un set semi-acustico decisamente surreale: Shia LaBeouf ci ha guardato suonare alcune canzoni, ed è stato davvero strano.

Durante il nostro soggiorno ad Austin abbiamo avuto la fortuna di essere ospitati da una famiglia e da una coppia di studentesse. Una volta completata la nostra avventura pomeridiana nell’enorme parco divertimenti- corporate nel centro di Austin, i nostri ospiti Jenji e Cooper (la famiglia) ci hanno invitato a cena a casa loro. Avevano preparato per tutta la band una festa a base di tamales e tacos, con uno squisito flan per dessert: sono stati molto ospitali e cordiali. Ci hanno fornito copie delle chiavi della loro casa, dicendoci che avremmo potuto mangiare o bere qualsiasi cosa nel frigo per tutta la nostra permanenza ad Austin."

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Sam, Enzo e Padda della label italiana WWNBB
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Enzo di WWNBB e Chiara di Italia Music Export

"Volevamo fare qualcosa di carino per contraccambiare! Venerdì pomeriggio, dopo aver suonato al Lazarus Brewery per Music For Listeners, abbiamo deciso che avremmo cucinato per loro una parmigiana di melanzane. (Ironia della sorte, Luca si è appisolato a letto mentre un manipolo di americani cucinava un piatto italiano per i nostri ospiti). Abbiamo fatto un salto al supermercato per procurarci gli ingredienti, ma quando abbiamo visto i prezzi del parmigiano ci siamo resi conto che non potevamo permetterci di comprare tutto quanto a causa del nostro budget risicato per il tour. Abbiamo finito per rubare del formaggio (non preoccupatevi, abbiamo pagato le melanzane), e dopo qualche ora trascorsa a cucinare tutto quanto, Luca si è svegliato - giusto in tempo per mangiare. Abbiamo passato una piacevolissima serata tutti insieme, ascoltando le canzoni di Cooper, il padrone di casa, ottimo cantautore che nella vita di tutti giorni lavora all'Università.

Il giorno dopo abbiamo fatto l’ultimo dei nostri otto concerti ad Austin: abbiamo suonato su una barca, all’interno di un concerto organizzato da We Were Never Boring e Italia Music Export. Abbiamo chiesto al nostro ospite Cooper - che oltre ad essere un cantautore è un asso della chitarra - di fare un solo nella nostra canzone "Welcome the Night". Per qualche motivo, quella canzone ha sempre avuto un qualcosa di nautico per me, quindi la festa in barca mi è sembrato l'ambiente perfetto per suonare il brano. E insomma, arriva il momento dell'assolo, e il nostro chitarrista Luis prende la sua chitarra e la consegna a Cooper. Inizia a suonare, ma dall'amplificatore non esce alcun suono: panico! Luis e io cerchiamo di capire costa stia succedendo, ma nel frattempo la parte dell’assolo finisce. Tuttavia, senza perdere un colpo, il resto della band riprende l'assolo, suonandolo ancora una volta senza una chitarra solista. Alla fine del secondo giro d’assolo vuoto, risolviamo finalmente il problema, e al terzo giro Cooper suona un magnifico solo. Quindi ricordate, non mollate mai: tre è il numero perfetto!"

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Giungla al Boat Party supportato da SIAE Italia Music Export
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Gli YOY al Boat party supportato da SIAE Italia Music Export

YOY

"Il SXSW è stato veramente un'esperienza da sogno, era difficile immaginare un inizio migliore per noi. Abbiamo rilasciato il nostro disco durante il nostro soggiorno negli Stati Uniti ed abbiamo suonato quattro concerti nel cuore della città; la risposta della gente è stata molto positiva e siamo riusciti ad entrare in contatto con professionisti del settore che hanno visto qualcosa nel nostro progetto.

Speriamo che questa esperienza possa aiutare il nostro progetto YOY ad espandersi e ad arrivare a sempre più persone in più luoghi possibili. Ad Austin nei giorni del festival ci sono tantissime persone cordiali, tantissimo buon cibo e si respira un'aria frizzante per le strade. In quella settimana quell'enorme città riesce davvero a farti pensare di poter realizzare qualunque cosa."

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