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La guida di Noisey al rap tedesco

Simone Mazzilli

Simone Mazzilli

Ok gli Stati Uniti, ok la Francia, ok la nuova scena italiana, ma in Germania che sta succedendo a livello di rap? Un sacco di roba, a quanto pare.

Nella foto, da sinistra: Miami Yacine, Kollegah, Haiyti aka Robbery, Yung Hurn, Bushido e Marsimoto.

Se pensavate che le diatribe mediatiche atte a difendere lo scettro del purismo hip-hop fossero solo un'esclusiva tutta italiana, beh, vi stavate sbagliando. Quello che sta accadendo da un anno a questa parte in Italia è una costante che si ripete con le medesime dinamiche ai quattro angoli del pianeta. Anche in Germania la nuova scuola dell'autotune e delle liriche dadaiste (per farla breve: quella della trap) sta sgomitando da mesi per farsi spazio nel mercato dominato da decenni dalle cariatidi del Deutschrap; ma non ha ancora raggiunto lo status che sta avendo nel nostro paese, non possiede ancora un immaginario ben definito e non viene trainata dal teatrino delle gossip-compilation su Youtube a suon di Instagram Stories. Come sono arrivati i nostri amici tedeschi fino a qua? Eccovi la guida di Noisey al rap tedesco.

Nei primi anni 2000 la scena rap tedesca mainstream era, bene o male, in mano a due gangsta rapper. Il primo è Sido, rapper mascherato che è stato in grado costruirsi una carriera coerente, mantenendo una popolarità costante sia a livello discografico (dagli inizi con la leggendaria etichetta Aggro Berlin fino al flirt con il pop da classifica), sia per episodi meno felici legati a partecipazioni ai talent e a scandali per abusi alcolici reiterati. Il secondo è Bushido, rapper-criminale tedesco per antonomasia, capace di essere al contempo detentore del prestigioso premio Bambi (assegnato, cito Wikipedia a "persone con visioni e creatività che nell'anno hanno particolarmente colpito ed entusiasmato il pubblico tedesco") e di essere stato accusato di far parte di uno dei clan mafiosi più pericolosi di Berlino. Bushido è ancora oggi un artista da disco d'oro (l'ultimo nel 2014 con Sonny Black), un produttore discografico sforna-Kanye made in Germany e un nemico pubblico. 

Bushido mette in chiaro i motivi per i quali ha scelto il suo nome d'arte.

Bushido ha confermato il suo status di nemico della cosa pubblica nel 2013 a causa di un name dropping un pelino oltre il concesso: in Stress ohne Grund (Stress senza motivo), uno dei singoli estratti da NWA━album di debutto del compagno Shindy━se la prese senza troppi giri di parole con alcuni politici. Nello specifico con l'allora sindaco di Berlino Klaus Wowereit, facendo dei riferimenti poco carini circa il suo orientamento sessuale. Risultato: il nostro è finito su tutti i giornali ed è arrivato a farsi bloccare il video del pezzo su Youtube.

Shindy, il suo protetto di cui dicevamo, è diventato in pochi anni uno dei nomi più influenti della scena tedesca. Ha pubblicato recentemente il suo terzo album Dreams, un progetto realizzato parzialmente nella suite dell'hotel Waldorf Astoria a Berlino, dove ormai campeggia da mesi. Shindy ha origini greche e si definisce il "David Beckham del rap". Per darvi un'idea della sua umiltà, sappiate che ha speso una fortuna per generare attesa nei confronti del suo nuovo progetto, promettendo grande musica e un "super innovativo packaging per la limited deluxe edition". L'album è così così e la "limited deluxe edition" era tale perché conteneva uno zainetto da cinque euro con il suo autografo cucito in rilievo. Automaticamente l'intero progetto è diventato preda dei social network, che si sono ribellati alle mancate promesse. "Statements," il terzo singolo estratto in collaborazione con Bushido, è in compenso una bomba.

"Dreams ist ein Paniniheft, in dem kein Sticker fehlt / Shindy for President, make rap great again / Ich mach das alles für die Bitches so wie Maybelline." – Dreams è come un album Panini con tutte le figurine / Shindy for President, make rap great again / Faccio tutto questo per le bitches, come la Maybelline.

Quello che allora nell'immaginario collettivo veniva considerato una delle trasposizioni del gangsta rap più riuscite d'Europa viene oggi definito più edulcoratamente Straßenrap (Rap di strada), per evitare di essere perennemente associato con la criminalità organizzata. Una parte in questa ridefinizione l'ha giocata l'upgrade mediatico avvenuto attorno al genere negli ultimi dieci anni. Da qui parte tutta una serie di nuovi artisti che hanno raccolto i frutti e rimescolato le carte della scena a suon di immaginari violenti da bollino rosso, nuovi slang che uniscono il linguaggio di strada tedesco con quello arabo e turco, un'attitudine meno conservatrice per quanto riguarda le produzioni e collaborazioni con artisti provenienti da altre costellazioni musicali, fino ad arrivare alla trap.

Uno dei nomi più altisonanti degli ultimi anni è quello di Haftbefehl, rapper di estrazione turco-curda che nel 2014 ha pubblicato un album, Russisch Roulette, considerato oggi uno dei classici del Deutschrap. I vari khoya, walla e tutta quella serie di vocaboli che da noi sono stati importati solo recentemente da Maruego e Ghali, in Germania fanno ormai parte dello slang delle vie di Neukölln. Haftbefehl ha avuto senza dubbio un ruolo fondamentale nella diffusione di questi neologismi e in particolare nella creazione e nella diffusione  di un vero e proprio linguaggio, definito ironicamente kanakisch ("Kanake" è un vocabolo offensivo che definisce negativamente gli immagrati di origine sudeuropea). Nel 2011 ha fondato l'etichetta discografica Azzlackz, nel cui roster sono presenti alcuni dei nomi più forti della scena di Francoforte.

Per riprendere il discorso sulla trap: Haftbefehl ha pubblicato a luglio di quest'anno sotto lo pseudonimo di "Coup" un album per Universal in collaborazione con il rapper Xatar (pensate, per fare un paragone con l'Italia, a un progetto come Santeria di Marracash e Guè Pequeno), uno che nel 2010 è stato arrestato e rinchiuso in carcere per ben quattro anni per rapina a mano armata e per aver nascosto oro rubato per un valore di 1,7 milioni di euro. All'interno dell'album è coinvolto l'astro nascente della trap tedesca: Haiyti aka Robbery, una ragazza della porta accanto che ti trappa di armi, oro e marche italiane con un'attitudine vagamente punk e, come dimostra il video qua sotto, una dichiarata passione per il nostro caro conterraneo Sergio Tacchini.  

"Sergio Tacchini, Sergio Tacchini, Sergio Tacchini / Er denkt ich geh' zum Tennis / Doch ich trinke nur Martini." – Sergio Tacchini, Sergio Tacchini, Sergio Tacchini / lui pensa vada a Tennis / invece bevo solo Martini.

Uno dei portavoce del dada/cloud rap e della deriva trap tedesca è Yung Hurn, un artista molto complesso e probabilmente la prossima grande personalità della scena. Hurn è in realtà austriaco, ma non stiamo lì a fare i pignoli. Oltre ad essere un fan sfegatato della Dark Polo Gang (che propone spesso su Instagram), quest'anno YH ha pubblicato due mixtape: il primo a suo nome, Krocha Tape, per la label extragalattica Live From Earth. A sentirne un brano, "Opernsänger "(Cantante d'opera), non possono che venire in mente gli svedesi Sad Boys e Gravity Boys━nello specifico, quell'eroe di Bladee. 

"Figaro, Figaro, la la la la la la la / Baby, baby, la la la la la."

Il suo altro tape è invece uscito sotto un alter ego con cui collabora musicalmente e dialoga amabilmente sui social: suo fratello fittizio K. Ronaldo, il cui stile comprende occhiali da donna, caschetto metrosexual e testi composti da parole sbiascicate e onomatopeiche. Con il tape di KR, dal titolo emblematico I Wanted to Kill Myself But Today is My Mother's Birthday, il rapper bipolare ha generato attorno a se un piccolo culto. Se siete puristi dei Novanta e pensate che con la nuova scuola italiana si sia toccato il fondo, aprite questo link e fatevi venire il sangue caldo.

La trap in Germania non è ovviamente soltanto nonsense e futurismo fighetto: se preferite il filone pseudo-criminale tutto racconti di spaccio ci sono la 358ideal e la KMN GANG, due crew che si avvicinano per concept, immagine e argomenti alla BHMG di Sfera Ebbasta e stanno volando altissime, collezionando numeri su Youtube da capogiro. In particolare il rapper della 358 Nimo e il semi-esordiente Miami Yacine hanno sfornato probabilmente le trap-hit dell'anno. Tema centrale: la cocaina, come potete intuire dal fatto che la canzone qua sotto si intitola "Kokaina". Gioca invece in una lega tutta sua Ce$, pronto a rompere tutte le barriere linguistiche attraverso una sorta di trap italo-tedesca, con un treno di rime che da Dortmund arriva fino a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza.

"Cosa Nostra, Cosa, Cosa Nostra Rapper heutzutage sind nur Modeblogger / Yacine der Pate trägt Gianni Versace wie Tupac Shakur." – Cosa nostra, Cosa Cosa Nostra, i rapper oggi giorno sono solo fashion blogger / Yacine, il Padrino, veste Gianni Versace come Tupac Shakur.

Dovete inoltre sapere che la scena rap tedesca ruota tuttora attorno a una terribile, terribile domanda a cui ancora non è stata trovata una risposta definitiva: chi è il König, il re del rap tedesco? Diatribe simili sono insite nel DNA del genere, ma i tedeschi in particolare hanno preso la questione molto sul serio━a differenza di noi italiani, che abbiamo giustamente relegato il "problema" allo stato di argomento da punchline e/o motivo di bisticci online tra pischelli infottati su YouTube. 

I due protagonisti storici di questa diatriba sono Kool Savas aka Essah aka KKS (King Kool Savas) e Kollegah, al secolo Felix Blume (che vuol dire "Felice Fiore"). Kool Savas è un rapper di origini turche, sicuramente uno dei cinque nomi fondamentali della scena rap tedesca. Uno di quelli che ha fatto la storia negli anni Novanta a suon di mixtape e featuring internazionali, passando per un disco di platinoGespaltene Persönlichkeit, collaborazione con il cantante R'n'B Xavier Naidoo━e il suo ultimo mixtape, Essahdamus, uscito un mese fa per Sony Music. 

La salita all'olimpo di Kollegah è più recente. Studente di giurisprudenza, Kolle è in realtà attivo dal 2005: è stato affiliato per anni a Selfmade Records, un'etichetta indipendente che ha recentemente lasciato. Il salto di qualità è arrivato nel 2014 con la pubblicazione King━un album che ha venduto 300.000 copie e vinto l'Echo Award, quello che dovrebbe teoricamente essere una delle onoreficienze più prestigiose dell'industria musicale tedesca ed è invece diventata, con il passare degli anni, una mega-serata masturbatoria per case discografiche. Ad ogni modo: per non lasciare spazio a fraintendimenti, la sua nuova fatica, uscita pochi giorni fa, si intitola Imperator. Il video che lo presenta è un tripudio di megalomania, con una scenografia tutta muscoli e pettorali da far invidia alla Mucca Assassina.

"Immer noch Hardcore-Rap, aber trotzdem Popstar-Status / Werde begleitet zum Echo von einer Armada von Bodyguards, die ausseh'n wie Mossad-Kampftrupps." – Faccio ancora rap hardcore anche se ho lo status di una popstar / Vengo scortato agli Echo da un'armata di guardie del corpo tipo truppe del Mossad.

La boria e l'attitudine auf dicke Eier (letteralmente "a palle grosse", ovvero "fare i grossi, i coatti") non sono però necessariamente sinonimo di vendite. Mentre mezza scena è impegnata a creare il personaggio più criminale che ci sia, altri due rapper━bravi ragazzi dalla faccia pulita━sono entrati a gamba tesa nel business, scalando posizioni nella lista degli MC che contano. Marteria, ex modello ed ex calciatore militante nelle giovanili dell'Hansa Rostock, è diventato in meno di cinque anni uno dei nomi di punta del mainstream riuscendo a mantenere intatta una certa credibilità. Questo sia nella scelta delle produzioni, tutt'altro che scontate, sia tenendo una sua carriera parallela con il suo alter ego Marsimoto━un rapper dalla maschera verde fissato con la canapa, sfacciatamente ispirato al ben più celebre Quasimoto, alter ego del produttore americano Madlib.

"Wir müssen weg, müssen es beenden. Du verstehst mich / Wir ziehen raus aus der Stadt. Fliegen über Mauern und Grenzen. Haben keine Feinde, die Krokodile sind satt." – "Dobbiamo andarcene, dobbiamo farla finita, mi capisci / Ce ne andiamo dalla città, voliamo oltre i muri e i confini, non abbiamo nemici, i coccodrilli sono sazi.

Anche Casper è un rapper decisamente fuori dagli schemi: ha un'immagine che rifugge le categorizzazioni e si sposta sul versante indie e/o psuedo-emo, e per questo è pieno di gente che lo insulta. Resta che Casper ha di fatto iniettato nuova linfa alla scena a livello musicale, attingendo a piene mani dal mondo non-rap e arrivando nell'ultimo disco a collaborare con un personaggino del calibro di Blixa Bargeld (Blixa Bargeld! Degli Einstürzende Neubauten!), salvo poi giocare a fare il duro con il suo progetto trap Gloomy Boyz.

A chiudere i giochi e a prendersi gioco di tutto questo teatrino ci pensa il rapper di origini afghane SSIO, grande amante del boom-bap e del filone West Coast degli anni Novanta, che lo scorso anno con il suo secondo lavoro ufficiale 0,9 ha sfornato uno dei migliori dischi dell'anno, scostandosi completamente dal trend "faccio brutto e mi prendo molto sul serio". Beat super raffinati e video in cui traspare un innato talento da cabarettista. Il fatto che il nostro non abbia tanto a cuore la sua immagine di duro è chiaramente riscontrabile dalla seguente foto promozionale.

SSIO, via Facebook.

Parliamo, per concludere, anche di beat: la Germania vanta infatti una delle scuole di beatmaking più valide del mondo. Il nome di punta è l'etichetta Melting Pot Music, che promuove alcuni dei maggiori talenti strumentali tedeschi: il duo di Brema Dramadigs, la combo di beatmaker Betty Ford Boys, Torky Tork e Twit One. Alcuni di loro negli anni si sono cimentati anche con le rime e i loro nomi vengono spesso associati ad altri rapper, con i quali collaborano a interi progetti come Audio88 e Yassin con Torky Tork o Fatoni con Dexter.

La lista di nomi sarebbe infinita: Dude26, Hubert Daviz, Retrogott, Flo Filz, Wun Two, e descriverli tutti sarebbe davvero impossibile. Ognuno di loro ha sviluppato negli anni una cifra stilistica personale in cui compaiono tanto soul, west coast sound, funk, hip hop old school e bossanova. Questa costellazione di artisti si confronta con un mercato più ristretto ma super appassionato ed è l'orgoglio delle teste più underground e indipendenti legate all'universo da crate diggers.

Il mercato tedesco è molto ampio, anche se dalla nostra prospettiva ci viene difficile accorgercene: per darvi un'idea, è il terzo in termine di vendite a livello mondiale. Ma se il francese ci risulta automaticamente più piacevole all'ascolto e abbiamo quindi iniziato a renderci conto di quello che succede al di là del Monte Bianco, anche grazie all'enorme successo internazionale di nomi come PNL, Booba, Kaaris e Maître Gims (che non fa più rap da un pezzo ma vabbè), la durezza della lingua e l'innegabile distacco culturale che ci separa dalla Germania ci ha resi meno sensibili alla scena tedesca.

Nonostante sia impossibile ridurre l'enorme varietà della scena in un articolo, i video qua sopra hanno dentro un bel po' di spunti interessanti per orecchie di qualsiasi nazionalità. E se dovessi riassumere con una sola parola autoctona l'hip hop in Germania, sceglierei sicuramente l'aggettivo vielfältig: varia, piena di sfumature e dalle molteplici sfaccettature.

Simone sta a Berlino da un bel po'. Seguilo su Twitter: @virusvis

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