Recensione: Yva and the Toy George - Slavia Divinorum

L'elettronica iper-contaminata della cantante Serba prestata all'Italia è la perfetta colonna sonora per ballare sulle macerie dell'Occidente.

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21 marzo 2018, 12:16pm

Sono giorni duri, di confusione, di continui attacchi alla nostra dignità di esseri umani. Ma non disperiamo: anzi, diamoci forza con quello che da sempre il potere teme più di tutto il resto, cioè la musica. La resistenza oggi viene da Slavia Divinorum di Yva and the Toy George, una giovanotta Serba di cui abbiamo già parlato a proposito del duo Opa Opa.

Dopo tanti anni di militanza sotterranea finalmente gode i frutti della gavetta finendo nel catalogo di una major, Mascom, parte della Warner in Serbia. Il risultato, paradossalmente, è un disco senza compromessi. C’è talmente tanta roba che difficilmente ci si può fermare a un unico ascolto: arrangiamenti stratificati che in un sol colpo attraversano decenni di dance music, hip hop e world music, ovviamente tutto tenuto insieme dall’“intelligent turbofolk” che caratterizza la nostra eroina, teso al recupero della tradizione musicale serba attualizzandola senza paura.

Gioca sul gender in “Malaria Mosquito” pitchandosi la voce fino a rendersi irriconoscibile e infilando l’elettronica anni Ottanta nella pancia di Cupcakke, usa il polilinguismo skippando attraverso differenti idiomi tra i quali quello del Gabon, dove Yva ha vissuto per anni, in “Heretical Habibi” e in “Rat” si apre a melodie arabeggianti come una sorta di Omar Souleyman al femminile che copula con una MIA al maschile, con testi che mescolano il politico al “party time” senza entrare in contraddizione poiché, alla fine, la liberazione dei corpi e delle menti dalle morse dei padroni della Terra passa attraverso la festa.

Per questo, il lavoro di produzione di Manuel Cascone (già in Cascao & Lady Maru) tende ad enfatizzare le ritmiche che a volte sono afro, a volte techno, a volte house, a volte fanno venire alla mente una sorta di 2Unlimited sparati nel futuro, con sintetizzatori serpeggianti e tellurici, ma che sanno anche non prendersi sul serio a differenza di tanta elettronica secchiona, ma di base sterile, che gira oggi.

Con “Urok”, Yva ci regala il momento occulto che non ti aspetti, quasi IDM nelle intenzioni, rimescolando le carte in una zona più dilatata e onirica, sfidando i puristi dei generi. Che la rivoluzione venga da Est? Probabile. D’altronde l’Occidente ci ha rotto il cazzo da un bel pezzo.

Slavia Divinorum è uscito il 16 marzo per Mascom.

Ascolta Slavia Divinorum su YouTube:

TRACKLIST:
1. Rat
2. Empaillée
3. Heretical Habibi
4. Aфricka
5. Malaria Mosquito
6. Imala sam
7. Playboy
8. Chicks in the Mix
9. Cica
10. Urok

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