Tutte le foto sono di Melania Andronic.

I Tauro Boys dall'Europa a Campo de' Fiori

Uno dei giovani collettivi rap romani più interessanti è nato da un naso rotto a Berlino e un'università abbandonata in Olanda: abbiamo incontrato i Tauro Boys.

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13 ottobre 2017, 10:18am

Tutte le foto sono di Melania Andronic.

Dopo avervi fatto conoscere, qualche giorno fa, i romani Wing Klan, oggi vi presentiamo un altro gruppo di giovani rapper della capitale. Si chiamano Tauro Boys, un collettivo formato da tre ragazzi: PRINCEBOY, MXMLN e YANGPAVA. Qualcuno è in grado di nominarmi un rapper che sia riuscito ad utilizzare in una canzone il termine "peristilio"? Ecco, YANGPAVA ci è riuscito in "Watch Me", mettendolo accanto a "pediluvio" e "pistillo", e possiamo solo immaginare quali sostanze avesse assunto prima di registrarlo.

La proposta musicale dei nostri è quella ormai consolidata nella nuova scuola, composta da beat ipnotici mescolati a ritornelli esplosivi, molto catchy, dalla presa immediata. Similmente ai loro colleghi e amici del Wing Klan, anche i Tauro di tanto in tanto portano avanti un discorso estetico decisamente vaporwave, come in "Limoney" o nella loro ripresa di "Erase Your Social" di Lil Uzi Vert. Io e i ragazzi ci siamo fatti un giro nella splendida cornice romana di Campo de' Fiori—anche loro vengono dal centro di Roma, e non dalle periferie—e abbiamo chiacchierato di musica, di forum e di Jovanotti.

tauro boys rap roma

Noisey: Che ne dite di spiegare cosa significa "essere Tauro"? Ripetetemi l'aneddoto di prima, quello sul naso, così lo registro e lo mettiamo nell'articolo. Prima di tutto: di quanto tempo fa stiamo parlando?
Allora, eravamo a Berlino, era il 2014, avevamo diciassette anni.

Quanti ne avete adesso?

Venti, ventuno.

Ok. Dicevate?
YANGPAVA: In pratica eravamo andati tutti insieme a Berlino per festeggiare il Capodanno, e prima che andassimo a ballare è successo che dei turchi mi hanno rotto il naso perché volevano farmi il portafoglio... però, siccome non volevamo rovinarci la serata siamo andati ugualmente a ballare subito dopo, anziché andare all'ospedale. Ci sono andato solamente un mese dopo, perché tanto ormai le ossa si erano ricalcificate. Essere Tauro significa andare a ballare col naso rotto. Il tizio che mi ha rotto il naso aveva una mano così .
MXMLN: Poi di conseguenza io e Prince ce lo siamo rotto anche noi apposta, per solidarietà; ci siamo presi a pugni in faccia solo per provare questa cosa dell'essere una famiglia [risate].

Quindi Tauro è spavalderia e coraggio, però allo stesso tempo è fratellanza.
PRINCE: sì, Tauro significa: non mollare mai. Tauro è una costellazione.

Vi conoscete da un po', giusto?
PRINCE: Sì, mia madre conosce quella di PAVA da quando eravamo piccoli, e poi alle medie abbiamo conosciuto Maximilian.

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Quand'è che avete iniziato a fare musica, anche a livello amatoriale?
YANGPAVA: Abbiamo iniziato a fare i primi freestyle a sedici anni, anche perché a scuola i nostri amici lo facevano un po' tutti, e quindi...
PRINCE: Oddio, "tutti" manco troppo alla fine, secondo me.
MXMLN: Comunque mi ricordo la prima traccia che abbiamo scritto io e PRINCE a casa sua. Siamo rimasti per due ore a scrivere concentratissimi su "No Sleep" di Wiz Khalifa. Wiz Khalifa, capito? Che romantici!
PRINCE: Comunque facevamo freestyle da quando avevamo quattordici, quindici anni. Il salto in avanti c'è stato dopo, direi all'incirca quando abbiamo iniziato a mandarci i pezzi con l'iPhone via Whatsapp. Abbiamo iniziato a registrare seriamente quando ho compiuto diciotto anni e mio zio mi ha regalato un microfono.
MXMLN: Anche se pure quei pezzi ce li tenevamo per noi.
PRINCE: Poi io e PAVA ci siamo trasferiti in Olanda dopo il liceo e lì abbiamo iniziato l'università, che però non è andata a buon fine.
YANGPAVA: Ci eravamo iscritti a scienze politiche, ma una volta portato il microfono là non facevamo altro che musica. Il primo concerto non ufficiale lo abbiamo fatto lì in Olanda, quindi pensa te. La prima traccia in assoluto l'abbiamo pubblicata ad Ottobre, quando eravamo ancora separati. Maximilian era ancora a Roma. Si chiama "Pegaso". L'abbiamo registrata da Carlo (Carl Brave ndr), che è davvero troppo forte.

Conoscevate qualcun altro, oltre a lui, della nuova scena romana?
YANGPAVA: Noi conoscevamo, prima ancora di lui, Pretty e Ketama. Ci beccavamo spesso a Trastevere, ma anche adesso, perché calcola che veniamo tutti dal Virgilio [uno storico liceo del centro di Roma, in Via Giulia, nda].

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Voi venite dal Virgilio, giusto? Me lo dicevano i ragazzi del WING l'altro giorno.
YANGPAVA: Sì!

Chi altro viene da lì, della scena romana?
YANGPAVA: Oltre al Wing Klan, anche Ketama, Pretty, Dark Side baby, e poi... un sacco di altri che vatteli a ricordare!

Molta della scena attuale proviene dal centro storico di Roma. Secondo voi c'è una ragione particolare per cui la scena si è spostata dalle periferie alla Roma bene?
MXMLN: Oggi sono cambiate le tendenze, l'estetica e le tematiche. Un ragazzo del centro fa musica per il gusto di farlo. Parliamo di noi e di cosa ci piace. Siamo diversi. Non ci facciamo problemi. In più l'immaginario del centro di Roma è suggestivo, anche a livello cinematografico per esempio, e quindi magari risulta più appetibile anche per chi non è di qua.

Sì, la Roma banalmente se vuoi felliniana sicuramente riesce ad attrarre un pubblico più vasto rispetto alla Roma periferica, che invece come tutte le periferie sembra essere appannaggio esclusivo di chi la vive. Proprio dalle periferie proviene quasi tutta la vecchia guardia romana, tipo Gente de borgata, Colle Der Fomento, poi c'è Noyz Narcos che è di Centocelle... Fa forse eccezione Piotta che viene dai Parioli, ma poi in realtà lui è sempre stato un outsider.
PRINCE: Considera che noi quando abbiamo iniziato a scrivere non parlavamo di droga o che ne so. Parlavamo di quello che avevamo intorno. Quando eravamo piccolissimi parlavamo di pischelle, in pezzi che non sono mai usciti e non usciranno mai, perché all'inizio scrivevamo di getto, in freestyle. Ma anche adesso, non è che ci diamo un argomento preciso quando facciamo una canzone, semplicemente buttiamo giù delle immagini in stile flusso di coscienza.
YANGPAVA: Sì, anche perché la prima rima la fai su un argomento, la seconda su un altro, e alla fine il filo conduttore—se magari all'inizio c'era, almeno sotto forma di idea—sparisce.

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Anche perché i rapper in grado di affrontare un argomento senza deviare sono pochi, e generalmente sono quelli con velleità letterarie più ambiziose, tipo Frankie HI-NRG. Comunque, torniamo a TAURO. Perché Tauro? Perché siete tre tori?
Il discorso TAURO nasce assieme ad altri due amici nostri, Tutti fenomeni e **. Siamo TAURO perché facciamo come cazzo ci pare (ride). La parola TAURO è una parola contenitore, che si porta appresso tutto quello che ti viene in mente quando ci pensi.

Prima c'erano le crew, ora siamo passati alle gang.
YANGPAVA: Le crew erano molto più legate all'immaginario hip hop. Le gang... a parte che in Italia c'è poco da fare le gang, ha! Perché quello di gang è un concetto importato, che funziona solo a livello di estetica. I Casamonica magari sono una gang, per dire.
MXLMN: Per noi che viviamo in centro e che siamo estranei a quel tipo di vita sicuramente l'immaginario estetico legato alla vita criminale esercita un influsso molto forte, però appunto, si tratta solamente di estetica.

Tipo Narcos.
Forse è per questo che si usa così tanto la parola gang e che le si dà così tanta enfasi, perché questo fascino deve attirare molto anche a livello inconscio. Il fascino come idea, come qualcosa che senti ti appartiene a livello di immaginario ma non nella realtà.
PRINCE: Anche se poi in realtà noi quando diciamo "gang" intendiamo "amici da una vita", alla fine. Anche, per esempio, uno come Pretty Solero, che scrive: "Siamo la gang dell'amore, non odiamo nessuno". Gang dell'amore, a pensarci, è proprio un ossimoro.

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Credete che ci sia il rischio di essere fraintesi dal pubblico italiano, continuando a parlare di "Gang"?
YANGPAVA: Io non parlerei di rischio, perché la gente media che ascolta le "gang" in Italia non è che si fa tante paranoie. Lo si faceva ai tempi dei Club Dogo.
PRINCE: Sì, quando facevano il gangsta rap.

Li massacravano su YouTube e sui forum.
MXMLN: Loro sono stati fondamentali nell'abbattere questo muro, bisogna ricordarselo. Adesso quello di "gang" è diventato un concetto quasi ludico per tutti i motivi che hai detto tu, ed è per questo che non parlerei di rischio, perché il rischio più grande che ci può essere è che ti becchi un commento negativo su YouTube. Sticazzi, capirai...

Dello stato del rap romano se n'è parlato anche troppo ormai. Non per forza a livello musicale, magari, ma a livello di esistenza stessa, penso che molta della musica di oggi (e si parla di un beneficio chiaramente collaterale) che proviene da Roma possa esistere, o trovare una sua collocazione sotto i riflettori, anche grazie alla coda lunga del successo della Dark Polo Gang, che ha reso un po' meno stagnante un'acqua placida fino all'immobilismo come quella romana.
MXMLN: Sì, infatti.
YANGPAVA: Prima c'era il rap "in Italia" che coincideva praticamente con il rap milanese, o comunque col rap del nord. Quei quattro, cinque che facevano il rap a Roma stavano nel loro. Adesso, siccome si sente subito dall'accento che quelli della Dark sono romani, se anche tu sei di Roma e hai quella parlata lì vieni associato più a loro che a un Ghali o a un Tedua, anche solo per quello.
MXMLN: Il rap romano era quello "vero", che però rimaneva a Roma. Adesso si stanno svegliando un po' tutte le città d'Italia, e questo è un bene. Che poi, "vero" secondo me non vuol dire proprio niente: chi è realmente vero? Chi può dire una cosa simile?

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E infatti Guè ha intitolato il suo penultimo disco Vero, in maniera quasi antifrastica, per prendere decisamente le distanze da quel concetto.
MXMLN: Secondo me è molto vero uno come Guè, che nelle canzoni dice solo che si scopa le escort e che sta facendo un po' di soldi. Che significa essere vero? Io sono una persona diversa con ogni persona che conosco. Essere veri è un concetto troppo forzato: siamo tutti falsi. Siamo tutti falsissimi.
YANGPAVA: Secondo me è un po' troppo cinica questa cosa.
MXLN: Però è così, alla fine.
YANGPAVA: Di certo se fai il rap e hai un personaggio non puoi essere "vero". Essere "rapper" comporta essere personaggi pubblici, e quindi qualcosa te lo devi inventare per forza.
MXMLN: E a maggior ragione sei falso. Proprio per questo.
PRINCE: Comunque queste critiche sono di dieci anni fa. Cioè, ormai chi è che ti rompe il cazzo perché non sei più "vero"? Sono cose vecchie, per fortuna stiamo guardando avanti.

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Guardiamo avanti, allora. Come siete messi a nuove uscite e progetti?
PRINCE: Il nostro mixtape è quasi pronto. Dovrebbe uscire entro un paio di mesi. Qualche traccia è finita, qualcuna no, dobbiamo fare una scrematura e modificare pezzi già finiti, alcune produzioni saranno originali e alcune no. Una cosa a cui teniamo molto è quella di distinguere i nostri pezzi. Già le canzoni che sono uscite oggi sono un po' tutte diverse tra loro, se ci fai caso.
MXLMN: La nostra diversità è probabilmente la nostra forza, secondo me. Noi, oltre ad essere tre amici, siamo tre personalità diversi che tra di loro si legano molto bene. Anche i nostri background musicali sono molto diversi, magari a volte lavoreremmo su tre basi completamente differenti. Alcuni dei nostri pezzi sono più melodici, alcuni meno. Le nostre influenze non sono solo rap, anche perché oggi essere influenzati dal rap è impossibile... o vai a copiare, oppure... il rap che va di moda adesso ingloba così tanti generi diversi che imitarlo è impossibile.
PRINCE: Oggi c'è Lil Peep che fa le cose alla blink-182, per dire.
MXMLN: A me Lil Peep è uno che affascina tantissimo in questo periodo. Per il resto ascolto anche tanto indie, per gusto personale. A parte ovviamente Carl e Franco, mi piace un sacco Cosmo. Poi in generale ci rispecchiamo nella versatilità di XXXTentacion, che parte con canzoni tipo "Look at Me!" per poi stravolgere tutto con un disco come 17.
PRINCE: A me piace ballare la techno, però non la ascolto a casa. Per il resto, i nostri gusti musicali spaziano dal rock alla classica.

Quando uno è innamorato si ascolta un sacco di musica di merda, ci avete fatto caso? Stamattina ho appena rivalutato Jovanotti. La canzone "Un raggio di sole" è fantastica.
PRINCE: Qual è?
La canticchio per farglielo capire.
MXMLN: È sicuramente vero che ti ammorbidisci un pochino.

Io divento proprio liquido. Altro che ammorbidirmi.

I Tauro Boys suoneranno a Roma il 28 ottobre al Baba Fest, organizzato dal nostro Demented Burrocacao.

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