Dieci canzoni di Natale che non fanno schifo

La playlist definitiva per coronare l'arrivo del buon Gesù, farvi odiare dai vicini e celebrare il disagio esistenziale che vi mangia dentro. Auguri!

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20 dicembre 2016, 11:40am

Ed eccoci qui, siamo in procinto del santo Natale. Vedo già nei vostri occhi l'eccitazione mista a disgusto per una festività che non dà assolutamente scampo. Ma fidatevi di me: anche quest'anno ce la farete fra regali last minute, interminabili code ai semafori causa shopping compulsivo di massa e battibecchi con i parenti per come organizzare i posti al tavolo del cenone di Natale (zia Carla non vuole stare seduta davanti a zia Gina, insomma). E ce la farete, perché avrete la giusta colonna sonora. Non c'è infatti Natale che non richieda un accompagnamento musicale atto a darci coraggio, a creare la giusta atmosfera e a fomentare la nostra voglia di festeggiamenti.

Ora, il problema è che, per fare un esempio, di solito la playlist del mio vicino di casa comprende "ALL I WANT FOR CHRISTMAS" di MARIAH CAREY, "LAST CHRISTMAS" degli WHAM! se ci dice bene, oppure "JINGLE BELLS ROCK" se vogliamo fare gli alternativi. Ok, pezzi carini, storici, fatti benissimo, nulla da dire. Ma anche basta, no? C'è la statuetta di Gesù bambino che nella mangiatoia del presepe è diventata un tutt'uno con la paglia per quante volte è stata bombardata da 'sta merda. Se aggiungiamo che le figlie del mio vicino di casa urlano tipo per il novanta per cento della giornata e probabilmente sono seviziate sotto l'albero a colpi di battipanni, allora forse c'è bisogno di un commento sonoro più adatto ad accompagnare le miserie del Natale.

Bé, ci penso io ragazzi: in quest'articolo troverete uno spassionato consiglio per la playlist di un Natale finalmente liberato da quell'aria bambocciona e semi-ritardata che i media e la routine ci impongono da sempre, mascherando la realtà delle feste. Perché il Natale può essere anche roba tosta, perché il disagio nel Natale regna sovrano (voglio dire, sennò Gesù sarebbe nato all'Hilton di Dubai e tipo ora). Ebbene, indossate il vostro cappelletto da Babbo Natale comprato dal cinese sotto casa e partiamo di slancio (le renne non sono incluse, quindi lavorate di fantasia).

1. THE GEROGERIGEGEGE VS. KENNY G  – "SILENT NIGHT"

I Gerogerigegege━uno dei gruppi noise giapponesi più efferati di sempre e nostri eroi, doveste esserveli persi━ci hanno regalato il capolavoro natalizio più grande del mondo, ovvero "White Christmas White Sperm" il cui titolo mi sembra eloquente. Trattasi di circa sei minuti di uno che si spara una sega a Natale in un centro commerciale giapponese tra mugolii di piacere, musichette natalizie e attitudine da maniaco all'ultimo stadio. Insomma, un bellissimo spaccato del vero significato del Natale, ma mi rendo conto che magari durante il cenone possa creare dei problemi a qualche parente. Ma non vi preoccupate, perché abbiamo una gagliarda alternativa: cioè sempre i Gerogerigegege in collaborazione con Kenny G, aka il rassicurante Fausto Papetti americano, il quale ci spara una versione zuccherosa di "Silent Night" mentre i nostri beniamini la ricoprono di suoni... boh, sembra che stiano cacando per terra, o comunque mangiando merda, o scquaquerano melma verde dal naso. Ognuno ha i propri gusti in fatto di cenoni natalizi, no? Rispetto. Dura poco, mi pare sia una pubblicazione pure apocrifa, ma se lo mettete in loop vi risolve l'anticamera degli antipasti━nel senso che i deboli di stomaco ve li lasciano, e voi che siete vaccinati all'articolo potrete abbuffarvi.

2. GINO D'ELISO – "MAGARI FOSSE NATALE"

Il nostro Gino è uno dei più illustri artisti malcagati di casa nostra ma è, a tutti gli effetti, un pioniere del cantautorato elettronico wave in Italia. In questo brano uscito nel 1983 c'è tutta la tensione verso l'idea del Natale, cioè il momento in cui finalmente l'umanità dovrebbe teoricamente mettere giù i fucili e avere un comportamento superiore a quello delle amebe. Ma purtroppo l'uomo riesce a rendere tutto una stronzata, giacché per il resto dell'anno produce solo schifo e morte. Perciò questo desiderio di un VERO Natale diventa ancora più forte, cosa che mi fa venire voglia di piazzare codesto brano proprio trenta minuti prima dello scattare dell'ora X, quando si stappa lo champagne e il 25 dicembre è una realtà indiscussa. Per un futuro migliore, all'insegna della bollicina.

3. THE CURE – "THE SNAKEPIT"

Appunto, la bollicina: perché il Natale, ragazzi, è anche sballo. Alcolici a fiumi, cocaina, a volte anche farsi le pere prima di dare i regali come si faceva negli anni Novanta (pare che 'sta cosa sia tornata tristemente di moda). E allora ecco qui un brano dei Cure che pochissimi conoscono, tratto da Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me, terzo capitolo della loro trilogia acida. È una toccante descrizione di uno Smith che, durante la notte di Natale, si trova fatto come un cammello dei re magi dentro un'automobile piena di ragazze sconosciute (probabilmente con la sifilide) che lo pomiciano abbestia senza che manco si ricordi come cazzo ci è arrivato. Insomma, un po' come quando i tre dell'oro, incenso e mirra sono arrivati davanti al nostro signore Gesù. Per cui questo pezzo è consigliatissimo per l'Epifania, ma va bene anche come decompressione post bagordi del 25, magari con un bel cannone dopo cena. Chi non si è sentito come un babbazzo dopo essersi arreso alla pancia piena e aver posato definitivamente le forchette sulla tavola? Orsù, non siamo ipocriti: Natale è anche e soprattutto godere.

4. IVAN CATTANEO – "TU SCENDI DALLE STELLE"

Se vogliamo però godere della tradizione e quindi andare sui classici, perché potrebbe capitare che arrivati a questo punto il circondario sia già un po' inquieto rispetto alla roba che state facendo uscire dallo stereo, eccovi la versione più bella di sempre del brano natalizio più amato dai bambini. A interpretarlo è il caustico Ivan Cattaneo, che ovviamente ne fa una versione controversa e combat-gay con quel "A te che sei del mondo il creatore / Di pace, noia e amore, o mio Signore" che profuma di puro impeto futurista. Oppure quel verso che sembra dire "Io ti vengo qui a DROGAR". Non solo: Ivan dà al pezzo una patina elettronica che fa pensare più alle origini aliene di Gesù, con tutto quello che ne consegue, che alla sua santità. Per mettere d'accordo tutti, belli e brutti e tossici o meno tossici: siamo tutti figli di Dio! Ma anche , tutto sommato, di Diogene.

5. CALCUTTA – "NATALIOS"

Il Natale può significare anch passare la vigilia sotto un ponte, senza sapere che cazzo fare della propria esistenza. Problemi che nella canzone italiana furono già sviscerati da Baglioni con la sua tristissima "Notte di Natale". Ma qui abbiamo Calcutta, il quale raccoglie il testimone sentendo molto suo il problema del Natale in quanto punto zero di qualcosa che sì accade, ma in realtà non accade. Infatti il nostro aveva già scritto in Babafana, un tape collettivo, un pezzo agrodolce su Babbo Natale pizzicato in cucina, che spaventa il protagonista del pezzo e gli spiega che "Amarsi è come il Natale, la prima volta sembra speciale ma poi diventa normale". In "Natalios", invece, Edoardo esprime lo stesso nichilismo soft: ma con maggiore carica emotiva, lì dove la solitudine può tramutarsi in un bell'abbraccio collettivo. Perché Natale è anche commuoversi! E allora suvvia, non fate i duri. Pensate anche a chi sta peggio di voi.

6. CARAVAN – "WINTER WINE"

Riallacciandoci alla numero tre della lista, ribadiamo che non c'è Natale senza vino. Rosso, bianco, come vi pare: non solo è il simbolo del sacrificio del nostro signore, ma anche dell'ubriacarsi come se non ci fosse un domani. In questo brano i Caravan ci indicano la strada dalla santità alla perdizione, tanto che poi alla fine si viene abbindolati da allucinazioni di ragazze con abbondanti petti illuminati da luci rosse di candele e ambientazioni fantasy con dragoni annessi. Vabbè, magari è un vino sarà allungato con qualcosa d'altro. Ma ragazzi, vi dico: vale la pena festeggiare il Natale solo per questo. Alla prima alzata di calici sparate questo pezzo, vedrete gli occhi dei presenti illuminarsi come se le tette di 'ste tipe le vedessero davvero.

7. AMNESIA SCANNER – "ANGELS RIG HOOK"

Tutti concentrati su Gesù, ok, ma non dimentichiamoci gli angeli: ché se non arrivava l'angelo da Maria, Gesù nasceva col cazzo. E quindi ecco qua un'ode agli angioletti da parte di uno dei nomi che hanno circolato di più nell'ultimo anno e di cui si parla sicuramente troppo━e infatti mi sta a rompe un po' pure le palle, ma ci sa fare. Diciamo che di tutto il lotto è l'unico che sta bene sotto l'albero: Arca pure non è malaccio, ma mi ricorda più la roba che mandano in chiesa con gli altoparlanti quando non ci sta messa. A proposito, dimenticavo la messa! Rimediamo subito.

8. JOHN OSWALD – "CHRISTMAS MIX"

Questo parto di John Oswald, glorioso inventore della Plunderphonia (musica fatta prendendo altre composizioni e modificandole fino a crearne una nuova, se non avete sbatti di andare su Wikipedia) è una sorta di messa solenne di rumoracci, jazz informe e tracce sonore di animali, come vorremmo fosse la messa reale. Perché gli uomini sì e gli animalacci no? Non possono glorificare Dio pure loro? Mi ricordo che quando facevo il presepe ci mettevo addirittura i robottini a rendere omaggio a Gesù, voglio dire. Accendete il televisore sulla Messa di Natale e infilate questo mix al posto dell'audio originale, vedrete che bomba. Quasi quasi anche il meno cattolico si converte, dato che tanto di solito i canti in chiesa sono terribilmente stonati: a questo punto meglio un po' di sano noise come si deve, no? Medita, Papa Francesco, medita!

9. HIROSHI YOSHIMURA – "URBAN SNOW"

E non c'è Natale se non c'è neve. A volte questo regalino ci è stato fatto anche in posti in cui normalmente non nevica mai, il che ci fa sperare ogni anno in una romantica pioggia di biancore: soprattutto, come da titolo, in città. In questo suadente pezzo di Yoshimura, uno dei padri dell'ambient nipponica, c'è tutto il soffice spirito del vero Natale: fuori freddo, dentro caldissimo e amorevole. Dove anche la sottile malinconia dei natali passati diventa stupore di bambino. Ideale per la mattina del 25, quando avete scartato i regali e guardate fuori dalla finestra sperando in un manto candido sul quale sognare.

10. DEPECHE MODE - "CHRISTMAS ISLAND"

Natale è anche, paradossalmente, desiderio di evasione dalla massa: percui un bel viaggetto nei paesi caldi, in contrasto, non sarebbe malvagio. Molti, anzi, lo reclamano a gran voce. In questo lato B misconosciuto dei Depeche Mode il concetto è chiaro, ma anche ben equilibrato dalla botta di realtà caratterizzata dal fatto che l'isola di Natale esiste veramente. È sotto patronato Australiano e si trova nell'oceano Indiano. Ha una fauna e una flora che si sono sviluppate fino alla fine del Diciannovesimo secolo senza alcuna interferenza umana, mentre ora è una zona in cui c'è un continuo traffico di profughi dal Medio Oriente che chiedono asilo. Perciò, cari miei, evadete pure dalla vostra vita quotidiana. Ma non dimenticate che c'è gente che lotta sul serio per salvarsi il culo da guerre e orrori vari e non per pagarvi le vostre vacanze natalizie del cazzo. Babbo Natale vi porta il carbone, comportatevi a modo.

BONUS: POOH – "SOLO VOCI"

Fuori classifica, il degno finale della vostra playlist di Natale. Una preghiera di ringraziamento laica e polifonica, ovviamente composta solo con le voci dei nostri quattro cavalieri della Repubblica che quest'anno, clamorosamente, concludono per sempre la loro cinquantennale carriera insieme. Probabilmente una prece rivolta non a Dio ma a un'entità animista, pagana, il motore energetico ed entropico di tutte le cose. Qui il paroliere Valerio Negrini si esprime come un vero futuraccelerazionista con righe come "Grazie per le mie città / Per questi anni di velocità", o con quel "Grazie per le donne libere / Compagne colorate e scomode", o il "Per chi mi lascia respirare e vivere / E piangere e ridere a modo mio". Esatto: il Natale può essere vissuto come vi pare! Non lasciatevi sfuggire quest'occasione di fare sci di fondo su una vasta gamma di sensazioni. Per collezionarle basta mettere questa playlist senza lesinare sulle tacchette del volume, facendo un bel sorriso natalizio a trecentosessanta denti qualsiasi suono esca fuori. Vedrete quanti complimenti a fine serata. Auguri fortissimi quindi dal vostro Demented e... MI RACCOMANDO!

Fotografie dall'archivio privato di Jonida Prifti.

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