NewRetroWave è il futuro, è il passato, è il futuro

Forse non ve ne siete accorti, ma gli anni Ottanta sono tornati: il fondatore del canale YouTube più amato della scena retro/synth/vaporwave ci ha spiegato come ha trasformato la sua community in una vera etichetta discografica.

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feb 12 2018, 2:57pm

Foto via NewRetroWave.

Magari non ve ne siete accorti, ma gli anni Ottanta sono tornati. Nel decennio passato, anche solo pensare ad abiti cangianti e insegne al neon era più o meno come ammettere di essere interista prima dell’era Mourinho, un segreto inconfessabile e a tratti imbarazzante.

Poi, qualcosa è cambiato, e se l’Inter dopo aver vinto il triplete è tornata ad essere una barzelletta seguita a grandi falcate più o meno da tutto il calcio italiano, quando i lustrini e i sintetizzatori hanno avuto un loro primo revival, all’inizio degli anni Dieci, hanno ben pensato di poltronarsi per bene nella cultura pop contemporanea, e da lì nessuno li ha più spostati. Partendo da Hotline Miami, il (difficilissimo) videogioco di culto del 2011, passando per Drive, il primo film di Nicolas Winding Refn prodotto a Hollywood, e culminando in Stranger Things, la nostalgia degli Eighties è molto più di un revival passeggero, è un vero e proprio elemento connaturato al modus vivendi di oggi.

Va da sé che il mondo della musica non poteva rimanere a guardare, anzi, doveva contribuire in modo preponderante, e infatti il primo anello di congiunzione tra i tre esempi poco sopra è proprio la loro colonna sonora. Perturbator, Electric Youth, Kyle Dixon e Michael Stein sono solo alcuni dei nomi coinvolti e tra i maggiori responsabili dell’affermazione di un movimento che da qualche anno stava crescendo lontano dai riflettori, pronto a esplodere: la synthwave. O retrowave. O vaporwave. O retro electro. O come altro preferite chiamarla, ma sempre di quello si tratta: beat disco, suoni abbaglianti e sgargianti ma mai eccessivi, canzoni spesso strumentali con la malinconia di fondo di Stand By Me, il sense of wonder della Amblin Entertainment e di quando in quando il machismo sprezzante e dannato di Scarface. E ovviamente tanti, tantissimi synth, più di quanti possiate immaginarne.

La maggior parte di questa musica non viene prodotta da band, da gruppi di ragazzi che si ritrovano a giocare insieme ciascuno con il proprio strumento, perché la synthwave è un fenomeno nato tra le pieghe del web, nelle camerette degli internauti affascinati dalla speleologia culturale colorata di rosa fluo. Eppure è bastato qualche anno perché la synthwave si trasformasse in un fenomeno di portata planetaria: un artista come Perturbator dalla colonna sonora di Hotline Miami è finito ad essere un nome di punta nei festival più disparati (tra cui quelli metal) e i suoi dischi escono in edizioni limitate fosforescenti che costano un occhio della testa; gli autori della colonna sonora di Stranger Things finiscono sui palchi del Primavera Sound; e The Midnight e FM-84 fanno sold-out a L.A. in un locale come il Globe Theatre. Per capire come sia successo tutto ciò sono andato direttamente alla fonte, là nel luogo dove tutto è più o meno cominciato: il canale di NewRetroWave.

Ten. Foto: Experience Magazine, per gentile concessione di NewRetroWave.

Nato nel 2011 come “semplice” aggregatore di brani synthwave, per il suo fondatore Ten NRW è sempre stato un progetto, un sogno ben più ampio, che nell’arco di qualche anno ha finito per diventare una vera e propria piattaforma multisfaccettata: il canale YouTube ha superato abbondantemente il mezzo milione di iscritti, il sito NewRetroWave ha una sezione Music, una Art & Photography e addirittura un negozio online per acquistare il merch ufficiale. Al telefono con Ten ho l’occasione di ascoltare una panoramica su questo mondo di palme al neon fucsia e automobili futuristiche, partendo da una semplice domanda: è davvero stata colpa di Hotline Miami?

“[Ride] No, no, non c’è stata una sola ragione”, esordisce, la voce profonda e le idee chiare, “questo meccanismo è in azione da prima che il fenomeno della synthwave, o retrowave, o comunque tu voglia chiamarla, arrivasse ad una coerenza”. Gli albori di questo movimento risalgono infatti addirittura al 2005, quando cominciò a mobilitarsi qualche cosa, ma principalmente nel mondo del collezionismo musicale. “La gente ricominciò ad interessarsi ai generi anni Ottanta come la new disco o la french house, magari un po’ di retro electro. Da questa riscoperta il passaggio fondamentale fu il campionamento. I ragazzi appassionati iniziarono a campionare quelle basi, quei suoni così profondamente Eighties, e li usarono per creare qualcosa di nuovo”.

Ciò che determinò invece l’affermazione della synthwave, secondo Ten, fu l’inversione di prospettiva: l’abbandono del sampling ottantiano per creare qualcosa di nuovo, per approdare al tentativo di creare materiale che suonasse ottantiano, ma costruito a partire da generi e regole contemporanei. “Artisti come College o Futurecop furono tra i primi a comporre musica quasi revivalista, con quel retrogusto nostalgico eppure con un sound personale. E quello è il nucleo dell’intero movimento, il cuore pulsante della synthwave: la musica che ogni giorno gli artisti creano e condividono. Io sono arrivato solo nel 2011 e ho aperto il canale, ma il materiale era già tutto lì. Musicalmente, ma anche in termini di immagini e video, perché questo è un genere che ha una fortissima impronta visiva”. E se si parla di nostalgia degli anni Ottanta non si può evitare di menzionare Drive e della sua colonna sonora, perché oltre ai già citati College ed Electric Youth, là dentro c’era anche Kavinsky, e “la sua 'Nightcall' cambiò le regole del gioco, portando un numero incredibile di persone a contatto con quel sound su YouTube. Fu lì che cominciò a crearsi una domanda per questi suoni, e io aprii NewRetroWave proprio in quel momento”.

Da cosa nasce cosa, e pur avendo cominciato tutto “senza pensare di costruire una community, ma soltanto con l’intenzione di condividere i contenuti”, tempo un paio d’anni e Ten si ritrovò con decine, centinaia di migliaia di follower e visualizzazioni. “Fu a quel punto che mi resi conto di avere per le mani qualcosa. Ho un approccio molto professionale nella vita, indipendentemente dalle situazioni, per cui il mio primo pensiero fu di voler tutelare quei contenuti e quegli artisti, per cui registrai NewRetroWave come LLC [limited liability company, assimilabile alla nostra società a responsabilità limitata] e feci in modo che tutto il materiale pubblicato uscisse in modo che gli ascoltatori potessero contattare gli artisti. Allora decisi anche di mettere in piedi il sito, che andasse di pari passo con il canale e potesse fornire contenuti aggiuntivi. Fu un periodo molto eccitante”. Il potenziale di una piattaforma del genere era enorme, e Ten è convinto che lo sia ancora: “Il passo successivo fu strutturarsi come un’etichetta, anche se, come per il canale, l’idea iniziale non era di promuovere e far uscire dei dischi, ma soltanto di mettere insieme delle compilation di materiale per darlo in pasto al pubblico e dare agli artisti un po’ di visibilità. I fan erano sempre di più e chiedevano sempre più contenuti di qualità, e così è nata l’etichetta. Ho avuto la possibilità di fare tutto questo perché i fan ormai erano tanti, ma soprattutto erano leali, si fidavano delle scelte che facevo e di ciò che NRW proponeva”.

C’è da dire che NRW ha sempre proposto contenuti con il contagocce, soprattutto per ciò che riguarda l’etichetta: solitamente si parla di un’uscita al mese, anche meno, il che rende la possibilità di essere pubblicati dalla label ancora più esclusiva. Questo perché per quanto l’ecosistema NRW sia unico, Ten tiene separate le attività del canale da quelle dell’etichetta: “Potremmo fare di più, un giorno lo faremo, ma ad oggi vogliamo concentrarci su un massimo di due uscite al mese per poter dare all’artista la miglior promozione possibile, e soprattutto per far uscire solo cose che siano davvero uniche”.

Tra le cose uniche c’è spazio anche per Ten stesso, chiaramente, che quest’anno tornerà a pubblicare un album: “Sono riuscito a tornare in studio, quello che ne è venuto fuori è un lavoro molto influenzato dall’hip-hop”. A pensarci, negli anni Ottanta l’hip-hop e i synth erano piuttosto slegati, ma “questi sono tempi di cambiamento, stanno nascendo un sacco di nuovi sottogeneri, contaminati dagli elementi più disparati, ed è tutto in continua evoluzione rispetto anche solo a due o tre anni fa”. Un’evoluzione che a quanto pare sta dando degli enormi riscontri, perché poche settimane fa sul sito di NRW è stato pubblicato un articolo che faceva un po’ il punto della situazione su quanto accaduto nel 2017 e da cui salta fuori che gli artisti del mondo synth se la passano alla grande: i Magic Sword sono finiti nientemeno che nel trailer di Thor: Ragnarok e una pletora di nomi sono entrati nelle classifiche di Billboard nel corso dell’anno, da Perturbator a Carpenter Brut ai già nominati The Midnight. Non una cosa da tutti i giorni per delle Bandcamp bands colorate al neon. Questo perché a quanto pare tutti, ma proprio tutti, amano i synth anni Ottanta. Gli artisti coinvolti hanno dei background così diversi e così apparentemente lontani tra loro (basta pensare allo stesso Ten, di estrazione hip-hop, e a Perturbator, che arriva dal sottobosco black metal) che il pensiero che abbiano trovato come punto in comune l’immaginario fucsia sbrilluccicante ha un che di incredibile, ma forse il segreto sta proprio lì, nel poter offrire talmente tante sfumature (di rosa fluo) che qualcuna che ti piace prima o poi la trovi per forza.

Allo stesso tempo sono ovviamente aumentati anche gli artisti, e quasi tutti cercano di ritagliarsi uno spazio quantomeno sul canale YouTube di NRW. “Ho dovuto assumere delle persone per darmi una mano. All’inizio cercavo di gestire tutto da solo, ma ad oggi nell’arco di una settimana superiamo le mille richieste di pubblicazione, e continuiamo a pubblicare più o meno un video al giorno. Ci siamo dovuti dare dei tempi ben precisi per accettare nuovo materiale, altrimenti rischiamo di andare fuori controllo [ride]. Oggi siamo un vero e proprio team.”

E se tutto questo è stato possibile in un lasso di tempo relativamente breve, e il mondo retrowave è in una fase poco più che embrionale “oh man, non oso immaginare a dove potrà arrivare tra cinque o dieci anni”.

Andrea è uno dei Lord di Aristocrazia Webzine.

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