Anche White Forest è passata a Soundreef

La label romana è stata invitata dalla agenzia a entrare nel proprio roster. Abbiamo chiesto direttamente a loro di commentare ed ecco cosa ci hanno detto.

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15 giugno 2016, 3:36pm

Sui media nazionali ha fatto notizia la decisione di qualche star della musica italiana di mollare la SIAE per Soundreef. Ovviamente meno cagate vengono le indipendenti che fanno questa scelta. Eppure è proprio lì che starà il grosso dell'utenza nel caso di una effettiva liberalizzazione del mercato, sono loro che riuscirebbero finalmente a giovarne ed è quello il settore che le collecting society stanno puntando a raccogliere tra le proprie fila. La nostra vecchisisma conoscienza White Forest ha fatto il grande balzo proprio su invito di Soundreef, e ad annunciarlo è stato oggi il sito dell'agenzia. Abbiamo quindi deciso di chiedere un commento direttamente ai gestori della label, che ci hanno risposto così:

"Hai presente quando tutti si lamentano di qualcosa ma poi non si fa nulla? Anzi, a volte non si può fare nulla. Ecco, fino a qualche tempo fa è stato così con il monopolio SIAE. È raro trovarne qualcuno che ne sia entusiasta, anzi, almeno a me, non credo sia mai capitato. Adesso c’è la
possibilità per tutti i musicisti di cambiare, e noi abbiamo deciso di metterci in prima linea insieme a Soundreef. Qualche tempo fa abbiamo conosciuto questa società sulle pagine dei giornali e sin da subito ne abbiamo apprezzato la voglia di cambiare, di sovvertire lo status quo nel mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore in Italia. Qualche settimana fa sono stati i responsabili di Soundreef stessi a contattarci e noi ne siamo stati naturalmente entusiasti.

Ci eravamo già documentati sui loro metodi innovativi per la gestione dei diritti editoriali e autoriali, molto trasparenti e rapidi e intuitivi, tramite la loro piattaforma web. Un musicista sa se qualcuno, anche dall’altra parte del mondo, riproduce un suo brano e sa non solo quanto gli spetterà con esattezza, ma anche quando sarà pagato.

Opporsi a quel monolite inamovibile che è il monopolio richiede tanto competenza quanto tenacia. Soundreef ha il merito di essere una società pioniera, in questo senso. L’assenza di concorrenti ha fatto sì che la SIAE si adagiasse nella propria posizione, essendo l’erogatore unico di questo tipo di servizi in Italia. All’estero non è così, e alla fine ce ne siamo accorti anche dalle nostre parti. Meno male!

Credo che la concorrenza non possa che produrre benefici, soprattutto per i titolari dei diritti, ossia gli artisti stessi, che noi in quanto etichetta cerchiamo di tutelare il più possibile. Se ci sarà competizione, le collecting society saranno spronate a operare meglio e con maggiore efficienza."