Come infiltrarsi gratis a tutti i festival del mondo

Abbiamo intervistato il tizio che è riuscito a entrare di straforo a un casino di festival e persino ai Grammy.

|
lug 25 2014, 11:59am

Marcus Haney non ha mai sborsato un centesimo per entrare a un festival. La sua tecnica vincente è creare braccialetti finti, infiltrarsi tra le maglie della security e camminare a testa alta. Certo, ogni tanto viene sgamato, ma capita anche, spessissimo, che riesca a saltare sul main stage, fare amicizia con le band e filmare il tutto da un punto di vista unico.

Da quattro anni a questa parte, Marcus è stato circa a cinquanta festival in giro per il mondo. Ha fatto amicizia con i Mumford & Sons, ha strisciato nelle fognature e ha conosciuto un tizio che si chiama Acid Chris. Fare l'imbucato non è propriamente il suo lavoro: di solito fa il cameraman per la HBO e gira video musicali. In qualche modo, però, tra giri in autostop per gli Stati Uniti e foto rubate nel backstage degli eventi più bizzarri, ha trovato il tempo per convogliare la sua esperienza da Mata Hari dei festival in un documentario.

Il film si chiama No Cameras Allowed e qui sopra trovate il trailer. Marcus ci ha detto che il trailer è stato trafugato, dato che il film è stato diffuso solo tra addetti ai lavori, l'ha visto Chris Martin dei Coldplay (che spera tanto lo passi a Michael Eavis) e altra gente. Il teaser, quindi, non è propriamente rappresentativo del lavoro, ci sono un paio di nomi che mancano all'appello nei credits, tipo The Naked and Famous, che sono cari amici di Marcus e hanno concesso un po' di pezzi per la colonna sonora.

Ho chiamato Marcus per capire un po' di più del suo lavoro, del suo film, della sua vita e della dura scelta tra una laurea e un tour mondiale con una band.

Noisey: Com'è che è iniziato tutto? Qual è il primo festival in cui ti sei infiltrato?

Marcus: Era il Coachella del 2010. Il mio primo primissimo festival.

Hai mai pagato per entrare a un festival?

No, non ho mai pagato, ancora no. Era successo che il Coachella si stava avvicinando e sapevo che questa ragazza che mi piaceva ci sarebbe andata...

Ah, quindi è iniziato tutto per una ragazza, un grande classico. Quando siete andati al Coachella avevi qualche insider che ti ha dato una mano o hai gatto tutto da solo?

Eravamo solo io e il mio amico Adam. Completamente spiantati, non avevamo nemmeno i soldi per la benzina. Avevamo beccato un tipo di nome Acid Christ su Craigslist che ci ha aiutato a mettere un po' di benzina nella nostra macchina, Dio lo benedica. Siamo entrati alle 4 del mattino del venerdì, tutti vestiti di nero, abbiamo scalato le reti e poi abbiamo strisciato sotto le barriere e siamo stati acquattati fino a che il festival ha aperto.

Il trailer del film mostra voi due che stampate pass finti e create copie esatte dei bracciali. Quali sono le vostre tecniche d'assalto?

Abbiamo fatto di tutto. Da saltare le reti ai braccialetti farlocchi, abbiamo anche finto di essere musicisti o di essere della security o di essere della stampa, abbiamo corso come indemoniati nell'ingresso merci e siamo passati per le fognature.

Il momento più divertente?

È sempre quello in cui salti, corri e scappi. So che è una risposta scontata, ma quando ti stanno attaccati al culo e tu devi farti strada tra la folla è come una corsa a ostacoli in un mare di persone. Fanno tutti il tifo. Bellissimo.

Ho letto una storia di questo tizio che è entrato di straforo al Glastonbury e ci ha messo tre giorni a scalare la rete.

Glastonbury tira fuori sempre le storie più pazze perché lì la security è davvero potente. È il mostro finale dei festival. Quando mi sono intrufolato al Glastonbury sono stato baciato dalla fortuna: sono entrato dall'ingresso merci nel momento esatto in cui la security si stava occupando di altri stronzi che avevano tentato di entrare da lì.

Madonna.

Anche se ci suoni è impossibile far entrare gente. L'anno scorso quando suonavano i Mumford abbiamo tentato di far entrare un tizio sdraiandolo per terra nel loro bus, è stato quasi preso.

Il migliore che ho sentito era di un tizio che si è deltaplanato nel festival. Boh. In ogni caso è abbastanza rischioso andare fino in Europa dagli Stati Uniti senza un biglietto per il Glastonbury, perché l'hai fatto?

Stavo lavorando per HBO, dovevo firmare la corsa dei tori in Spagna. Dovevo stare in Europa per quattro giorni, ma poi ho deciso di starci un po' di più. Ho girato un pochino, ho dormito su svariati divani e ho fatto l'autostop. È così che ho incontrato questo tizio che si chiama Grim Grim, c'è nel trailer.

È il tizio che dice "se hai la fortuna di conoscere uno come Marcus che ti propone di fare cose totalmente stupide, irrazionali, impossibili, illogiche, falle"?

Esatto! Grim Grim è una persona squisita. Mi ha tirato su quando stavo andando al Glastonbury, siamo rimasti in contatto e da allora è sempre con me nelle mie avventure. Una mia foto è la copertina di un album dei Mumford and Sons, e, se guardi bene, c'è Grim Grim sullo sfondo.

Che bello. Ok, nel trailer si vedono il Bonnaroo, il Glastonbury e il Coachella. A che festival sei stato?

Quelli che ho messo nel film sono il Coachella, il Bonnaroo, il Glastonbury, l'Ultra, il Railroad Revival Tour—che è stato il mio primo tour. Ma nella sequenza finale del film c'è il mio infiltraggio preferito: quello ai Grammy.

Come cazzo hai fatto a infiltrarti ai Grammy????!!!

È stata dura in effetti. Devi appostarti e trovare il modo giusto per superare la security, gli scanner, i metal detector e arrivare alla zona in cui stanno tutti i VIP. I miei amici Mumford erano lì. Non li avevo nemmeno avvertiti del mio tentativo di infiltraggio, mi sono presentato vestito con uno smoking di seconda mano e loro quando mi hanno visto sono impazziti. Mi hanno fatto sedere vicino a loro, è stato surreale.

Parlando dei Mumford: come li hai incontrati?

Dopo il Coachella. Ero riuscito ad entrare nel backstage, dove avevo filmato le mie band preferite. Poi ho fatto un corto e l'ho chiamato Connaroo, perché ero entrato al Coachella e al Bonnaroo. Ho dato il film a un loro roadie, perché c'erano anche loro, e gli ho detto: "Senti, tu guardatelo, se ti piace passalo alla band, se ti fa cagare buttalo via." Non avrei mai pensato che se lo sarebbe guardato, invece l'ha fatto, poi l'ha passato ai Mumford. Loro l'hanno dato al loro manager. Il manager l'ha passato a Edward Sharpe, anche lui l'ha guardato e tutti insieme ci hanno invitati in tour.

L'unico problema è che quel tour cadeva esattamente nel periodo in cui avevo gli ultimi esami all'università. Ho dovuto scegliere se laurearmi o andare con loro.

Alla fine hai optato per il treno. Cosa studi?

Cinema. Ma evidentemente non mi sono ancora laureato.

Nel trailer c'è un clip in cui si vede che ti calciano fuori da un festival. Quante volte ti è capitato? Come te la gestisci in quel caso?

Madonna, capita davvero spesso che ti caccino a calci nel culo. Però sai cosa fai? Ti giri la maglietta, fai finta di niente e sei irriconoscibile. La cosa peggiore mi è successa nel 2010 al Bonnaroo: mi hanno sbattuto fuori, era domenica, mi hanno messo su un carro da fieno e mi hanno portato a kilometri di distanza, nel mezzo del nulla. Giuro.

Questo è stato il più umiliante, per il resto mi hanno ammanettato, ma non mi hanno arrestato mai.

Dopo il Coachella, cosa ti ha spinto a continuare a infilarti ai festival? Il fatto che ci entravi gratis?

Il Coachella è stato incredibile. Incredibile. Sono stato benissimo, non so descriverlo. Ho messo le mie foto del Coachella in un album di Facebook e una mia amica, che lavorava al Bonnaroo come stagista, l'ha visto e l'ha mostrato al suo capo. Lui se n'è innamorato e mi ha chiamato.

Ok.

Ha detto: "Ci piace da morire la tua foto di JAY Z. Possiamo usarla nelle nostre cartelle stampa?". Ho risposto "Certo, che figata! Fate pure." Mi hanno detto che non mi avrebbero pagato, ma mi avrebbero dato due pass per il Bonnaroo. Ne ho venduto uno e ho usato i soldi per pagarmi l'aereo. Solo che il mio pass non era un media pass, quindi non potevo portarmi la camera. Invece indovina cos'ho fatto? Mi sono infiltrato in area stampa.

Il nome del tuo film – No Cameras Allowed – è appropriato.

È la tipica frase che dovrebbe fermarti ma non lo fa.

Nel trailer parli della morale di infiltrarsi ai festival. Ti senti mai in colpa? O pensi tipo "fanculo, vado gratis a un festival!" Io non penso che tu faccia del male a nessuno, c'è già un sacco di gente che paga anche per te.

Allora, la prima cosa che penso è questa, infatti: non faccio del male a nessuno. Poi però mi chiedo: sto rubando? Sto rubando soldi ai festival? Be', non nel caso del Coachella, che è sempre sold out. Dopodiché penso: c'è un modo in cui posso svoltare la cosa e dare il mio contributo al festival?

Il trailer che è stato diffuso mostra più il lato del tizio che si infiltra ai festival, mentre il mio film è più una panoramica su questo mondo, è una lettera d'amore che ho scritto a questi festival, in un certo senso. Li mette in una bellissima luce e il mio obiettivo è che a chi vede il mio film venga voglia di andare a provare quelle emozioni sulla propria pelle. Anche perché non c'è modo di vivere la musica, se non in prima persona.

Hai ragione. Ogni volta che torno dal Glastonbury non so come spiegare com'era a chi non c'è stato.

Non si può. Non volevo nemmeno tentare di tradurre questa sensazione nel mio film, il mio è solo un invito a fare quell'esperienza.

Certo. Ultima domanda: qual è il tuo festival preferito?

Glastonbury.

Bella risposta.

Negli Stati Uniti vanno al Coachella e pensano che sia il posto migliore della Terra. Forse è vero, ma per un'esperienza ultraterrena io consiglio il Glastonbury. Se te la vuoi vivere al meglio, stacci otto giorni di fila. Non saprei spiegarlo: al Coachella, semplicemente, ti muovi tra un palco e l'altro, mentre al Glastonbury sei Alice nel Paese delle Meraviglie...

Io lo chiamo Disneyland per grandi.

Esatto, è pazzesco. Per questo il mio intento è solamente celebrativo.

Grazie Marcus.

Tutte le foto di quest'articolo sono di Marcus. Puoi vedere il resto dei suoi lavori qui.