FKA Twigs, la popstar che ha rivoluzionato il sesso

La sua musica è un costante, convulso stato di resistenza e lascivia - Twigs sta mutando con intelligenza l'identità sessuale della donna, fuori e dentro la musica.

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08 settembre 2014, 8:38am

La Gran Bretagna non è esattamente il posto da cui ti aspetti che arrivi gente sexy, la cosa più sensuale uscita da questa nazione negli ultimi anni sono i coniugi Beckham i quali, nonostante l'impatto, si rivelano sicuramente più interessanti sottoforma di cartonato. È più o meno dai tempi dei sonetti shakesperiani che giocano tra sesso e religione che quella dolce isola di rosse coi denti storti non produce qualcosa di sexy come la persona di FKA Twigs e il suo album, che alcuni critici hanno definito "40 minuti di vero sesso," e questo è estremamente significativo per l'industria musicale.

Anche se non vi siete ancora ascoltati l'album di Twigs (molto male), se non siete grizzly senza occhi né orecchie, questo prodotto non vi può essere indifferente. Già a partire dall'artwork che sottolinea in maniera quasi caricaturale i suoi dentoni e i suoi occhi dalla geometricità quasi irreale è diventato una delle immagini più riconoscibili di Internet, tanto che ne esistono già alcune parodie. La sua particolarità non è solo estetica, ma anche semantica, dato che non dà assolutamente alcuna informazione su quanto vi sia contenuto. A prima vista sembra un gioco surreale di qualche disegnatore matto, ma appena si entra ci si ritrova circondati da vapore e umidità, in una specie di sauna satanica.

"Le cose strane possono essere sexy," ha raccontato Twigs in un'intervista con the Guardian del mese scorso, sapendo bene di essere la cosa più strana e sexy che è capitata alla musica anglofona dai tempi dei legging di David Bowie. La ragazza è stata paragonata più volte ad Aaliyah, il che è abbastanza rincuorante dopo decenni di Adele, Coldplay e Thom Yorke, personaggi la cui sensualità è sicuramente materia di ricerca per speleologi.

Basta guardare ai suoi testi per capire il livello su cui si muove Twigs. Per gente abituata a sentire Adele che dice:

“I heard that your dreams came true / Guess she gave you things I didn’t give to you”

O Sam Smith: “Your touch, your skin / Where do I begin?”

Ovvero frasi che ti mettono la bestia addosso tanto quanto una gita al museo dell'oliva, è abbastanza ovvio che tutti rimangano spiazzati con testi tipo:

“Harder / ‘Till you fill it with me / Harder / Am I suited to fit all of your needs?”

Mentre tutti gli altri musicisti il massimo che possono fare è lanciare occhiate a uno sconosciuto da un lato all'altro della stanza e tornare a casa per scrivere una ballata strappalacrime sullo sconosciuto che li ha fatti innamorare, FKA Twigs ci dimostra che sa veramente di cosa parla quando canta di seduzione.

Per qualche strana ragione, raramente esce dal mercato europeo una popstar la cui musica è autenticamente messa in moto da pura energia sessuale. Nelle rare occasioni in cui ciò è avvenuto, si trattava di uomini (pensate a David Bowie, appunto, o a Freddy Mercury o Mick Jagger). Twigs è incredibilmente sensuale, non solo banalmente sexy, il che è un traguardo importantissimo non solo per un musicista, ma anche per una donna.

Chiaramente, non è la prima nel suo genere, anche se la case history di popstar sensuali ci porta ovviamente a considerare le ragazze dell'altro lato dell'oceano, che sono spesso viste, anche a loro discapito, come un insieme di riferimenti grezzi e movimenti pelvici. Quello che distingue Twigs da una Miley Cyrus o da una Nicki Minaj (a parte lo spessore significativo della propria musica) è che lei ha il coltello dalla parte del manico e questo è evidente nel modo in cui si esprime e nel senso dei suoi pezzi.

LP1 riesce ad essere mostruosamente diretta senza essere esplicito o volgare. Contiene tutte le sensazioni appiccicose di House of Balloons di The Weeknd, ma con una sottigliezza che quasi nessun artista ha avuto, almeno dai tempi in cui le Spice Girls mettevano in bocca a ragazzine di otto anni la frase “I want a man, not a boy who thinks he can”. In qualche modo, Twigs riesce a sussurrare cose come “My thighs are apart for when you're ready to breathe in” e fare in modo che questa frase risulti per quello che è: poetica e sensuale, non un brandello di sessualità messa sul mercato.

La differenza è la stessa che passa tra star seduta su un trono con le gambe divaricate toccandoti e startene seduta su un trono con le gambe serrate mentre canti di qualcuno che ha una voglia incredibile di toccarti. Certo, entrambe sono espressioni del dominio incontrastato della sessualità femminile, ma esplicitate in due modi quasi diametralmente opposti, ed è importante che esistano entrambi.

La musica di Twigs è un costante, convulso stato di resistenza e lascivia, un innesto intellettuale tra le volte in cui sembra che Rihanna stia scopando con la telecamera e l'immagine da ragazza acqua e sapone di Taylor Swift. Il suo approccio alla sensualità è rinvigorito dalla sua intelligenza e dalla curiosità naturale che concede alla donna tutte quelle sfumature che raramente vengono dipanate in linguaggio musicale.